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chitetto presente a questo contratto. Il cav. Diedo nella illustrazione fattadelle opere del Palladio in s. Giorgio, ha pubblicalo per la prima volta unatavola rappresentante lutti questi lavori non che i profili delle parti^ «essafornisce, come ei conchiude nobilmente, una novella prova di quella grazia evenustà, che traluce sin in ogni più minuto accessorio delle opere di questoimmortale autore » (28).
Montavano a ducati tredicimila e dodici tutte le spese della costruzione diquesto refettorio, lungo piedi novantatrò, alto quarantotto, largo trenta^ quelcomputo abbraccia anche il dispendio dei lavori eseguiti prima del Palladio:e perchè nulla mancasse al compiuto decoro dell’opera, il 6 giugno di quellostesso anno 1562 allogavano que’ padri a Paolo Veronese un quadro dellenozze di Gana, da dover esser posto nel lato dirimpetto all’ingresso pel prezzodi ducali trecentoventiquattro, oltre le spese di bocca e il sopra mercato diuna botte di vino. Quella tela oggetto di ammirazione universale portata nel1 7 97 a Parigi forma oggidi uno dei principali ornamenti del Louvre.
Se non primo nella serie, più magnifico nelfiniporlanza intraprendeva ilPalladio in Venezia quasi contemporaneo il convento della Carità, in cui intesedi dare il saggio del suo gusto per le case degli antichi, delle quali ha volutorinnovare la simiglianza in questa invenzione pubblicata da lui medesimo inquattro disegni (libro II capo VI): essa consiste in un atrio scoperto, fian-cheggiato da due tabiini o stanze che gli antichi adornavano delle immaginidegl’illustri loro trapassali e che il Palladio fc’ servire a sacrestia ed a capi-tolo dei canonici: l’atrio introduceva al chiostro di quattro lati, compartitoin tre ordini, rispondente al cavedio de’ romani, di là del quale cavalcandola pubblica via ei dispose il refettorio con due loggie, e molti altri luoghi diservigio con un giardino: questa ultima parte dell’edificio non era mai stataintrapresa, non meno che due lati del chiostro di mezzo, quando un incendiodivoratore distrusse nel giorno 16 novembre del 1630 il magnifico atrio,uno dei tabiini e il lato adiacente del chiostro} sicché di sì cospicuo edificiosussiste il solo lato a ponente, un tabiino, e una scala a lumaca giudicatadallo stesso Palladio molto comoda e vaga.
Non vi ha alcuno dei biografi del Palladio, che non abbia con particolarielogi calcolati i pregi di questa fabbrica e più recentemente il prof. Selva,aggiungendo alla illustrazione cinque tavole diverse da quelle del Palladio edel Bertolti (Fabbriche di Ven. ec.).