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su piedestalli sostenessero in ciascun angolo l’ornato superiore e lasciasserol’intercolunnio maggiore di sei grossezze. Aveva inoltre disegnato il corettosotterraneo, ossia scurolo, che è circolare, con logge intorno si vaste, che ilcampo di mezzo era più ristretto, ed il muro d’intorno veniva diviso ed ador-nato con lesene disposte in guisa che i loro intercolonni non solo non face-vano simmetria con quelli della circonferenza interiore, ma erano persino di-versi tra se medesimi : finalmente voleva che il coro superiore si facesse invarii piani pendenti a guisa di palchi teatrali interrotti da gradini. Il Bassi te-neva tutti siffatti divisamene contrarii ai più giusti precetti dell’arte, e toccodall’amore d’essa e dal decoro maggiore del tempio, ne dava avviso al Capi-tolo di que’canonici. Furono accolte le sue insinuazioni : vennero ascoltatiambedue gli architetti in particolar disputa sostenuta davanti di quel con-sesso che si disciolse senza deliberare, sicché il Pellegrini operò a suo modocome anche oggidì si vede. La questione tra i due architetti era dunque fini-ta} e il Bassi avvisandosi di aver operato, quanto era da se, tutto che stimavatornare in decoro di quella fabbrica, si tacque dal farne più parola in patria:solo per sua privata soddisfazione volle sentire il parere dei migliori archi-tetti d’Italia in quei giorni, il Barocci da Vignola, Giorgio Vasari , GiambattistaBerlani, e il nostro Andrea, e da tutti ottenne intera approvazione dei suoiconsigli. Si menava intanto in Milano dall’opposto partito un rumore in bia-simo del Bassi con false allegazioni, le quali indussero il Bassi a dare in lucele risposte da lui provocate dai sopra citati architetti, sotto il titolo di Dispareriin materia di architettura. Il libro venia dedicato allo stesso Capitolo, da cuiil Bassi colse troppo tardi il debito della lode, quando chiamalo il Pellegriniper l’Escuriale di Spagna , gli fu sostituito nella direzione della fabbrica delDuomo, nel quale allora si parve chiaro essersi consentite dal Capitolo troppecose che mal si convenivano, per soverchia ritenutezza e riverenza del cre-dito che quegli si godeva. Ora venendo al Palladio, dal paragone delle datedelle lettere degli altri tre architetti si vede che a lui per primo rivolgevasiil Bassi, perchè la risposta del Palladio è del 3 luglio 4 570, quella del Vi-gnola è del 28 agosto, l’altra del Bertani è del 4 2 decembre; il Vasari scrissesenza data, ma dal contesto di quella si conosce che egli rispondeva al Bassisul finir di settembre. Il Bassi non conosceva il Palladio clic di fama, sicchéa lui mandava le sue ricerche giovandosi della mediazione d’un comuneamico, a cui allude nella sua risposta il Palladio, ma senza rivelarcene il