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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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corpo dei Commentarli da lui per intero istoriati, a parlare dei quali si è na-turalmente condotto il mio discorso.

Chi non sia al tutto digiuno della storia delle nostre lettere, si risovvieneche l’amore alle cose degli antichi portava i nostri avi del secolo XVI fino avoler rimetter in piedi usanze forse contrastate da nuovi lumi e da nuovi bi-sogni. Lo ha comprovato il successo, conciossiaehò invano abbiano inteso diristorar la tattica militare dei Greci e dei Romani in onta al trovato dell’arti-glieria insofferente già troppo di leggi e di discipline.

Intanto tutti gli scrittori di questa parte dell’antico sapere andavano perle mani di tutti i letterati, e pel legame che stringe la difesa degli stati all’ar-chitettura, non vi poteano rimanersi stranieri eziandio gli architetti. Il Palla-dio si confessa ammaestrato dallo stesso Gian Giorgio Trissino , che nel poemadell’Italia liberata ha versato tutte le pratiche militari di Ebano, di Vegezio e di Polibio. Seguitavano questi sludii in Vicenza Valerio Chiericati e FilippoPigafetta . Questi benché sopravvissuto non poco al Palladio, ai giorni in cuiegli stampava i suoi commenti sopra Cesare, avea volgarizzato molti scrittorigreci e latini che discorreano in quel proposito, e parecchie scritture e let-tere inedite di lui conservate nell’Ambrosiana trattano le medesime questionidel ponte del Reno , delle falangi greche e delle legioni romane. Il Chiericatipoi fu il primo che scrisse un trattato compiuto della milizia antica da essereaccomodata alla moderna, e il credilo in cui tosto sali quel suo libro, benchésempre inedito, sostenuto dai venturosi successi di parecchie guerre, gli assi-curava onorevole posto nella storia della repubblica veneta e in quella dellaitaliana letteratura ( 66 ). Il Palladio divise facilmente con alcuno di questi con-cittadini i suoi studii, ai quali applicò tino da giovine leggendo i Commenta-rii di Cesare, e v’introdusse gli stessi suoi figli Leonida e Orazio : ma dovegli altri si fermavano alla semplice versione o al commento dei vecchi maestri,il Palladio si fece ad illustrarli per nuova via, mettendo sott’occhio i siti egli avvenimenti in altrettanti disegni. Questo lavoro era il primo saggio in cuique’ due cari figli ammaestrati dal padre si andavano addestrando ad impresedi maggior conto: ma s’interpose la morte al comune desiderio, e il desolatogenitore alcuni anni dopo compiva l’opera già da gran tempo meditata, stam-pando nel 1574 i Commentarii arricchiti di 41 tavola, e di un proemio in cuidepose il frullo più sostanzioso delle sue fatiche e delle sue letture su que-sto conto. L’Algarotti ha pubblicato un discorso sopra gli studii fatti da Andrea