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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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scritto. Ma io dovrò a maggiore scorno di questo invidioso scrittore ed archi-tetto mostrare come egli abbia osato persino attribuire a se medesimo alcunispeciali trovati, che il Palladio aveva già per belli praticato nelle sue fabbri-che $ perchè non mi fermerò più lungamente su questo punto del difendereper palladiani i due ponti in discorso sul Bacchigliene e sul Cismone, per far-mi a parlare di un altro, di cui gli fu del pari contesa l’invenzione, quellotesté ricordato sopra la Brenta presso Bassano .

Se per le cose dette è incerta l’epoca della costruzione dei due ponti finqui descritti, non è da dubitarsi che quello di Bassano , pubblicato dal Palladioin seguito ad essi, per ragione di tempo sia posteriore, conciossiachè esso siandasse erigendo nel mentre che egli ne mandava alle stampe la descrizione.Le storie di quella città ci narrano che una violenta fiumana ne portava via,il 30 ottobre del 4 567, un altro che vi sussisteva fino dal 4 534 : quellostesso secolo avea veduto distruggersi altre tre volte per diverse vicende ealtrettante rifarsi l’opera dispendiosa, a cui la quarta volta si diede mano amezzo l’anno 4 569. Sembra che primo pensiero si fosse di rifar il ponte dipietra, ad esempio di un altro del 4 52 4 caduto con presta rovina. La con-ghiettura si fonda unicamente sopra il progetto di un ponte di pietra pubbli-cato dal Palladio stesso, che dice di averlo inventato per un fiume largo cen-tottanla piedi 5 siffatta dimensione corrisponde a quello ivi eseguito in legno.Il Temanza in conferma di questa opinione reca la nota seguente da lui es-tratta da un libro di quella Comunità, intitolato Ponte di Bassano : «PrimoZener 4 568 Per contati al Palladio, che venne far il disegno del ponte, demandato de Spet. Sindici: lire 28»: di qui ei crede che si tratti dell’inven-zione del ponte di pietra. Il libro in quell’archivio ancora sussiste, ma invanoio vi cercai questa nota, la quale pur pure non basterebbe a provare la espo-sta supposizione: comunque ciò sia, non è inverisimile che dapprima pensas-sero i Bassanesi a rifare col proposito di più lunga durata un’opera si dispen-diosa} nè poiria parimente esser troppo lontano dal vero che se ne ritraes-sero tosto per l’idea della troppa spesa. Ma di ciò nessun motto nell’archiviodi Bassano : come avviene in siffatti casi, forse che sia stalo un semplice de-siderio la ricerca che gliene facevano, come ei dice, alcuni gentiluomini; quelsuo parere il Palladio lo pubblicava, mezzo nascondendo il sito, e affatto ta-cendo il nome di que’ che glielo chiedevano: il Temanza non bene però si ap-poneva affermando che il Palladio era solilo non render noti nè i luoghi, nè