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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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cembre 4 569, spesi del ponte die dare et fu per avanti contati a Zamariafio di Vettor Feltrin per conto di fare un modello commesso per il Palladiolire 4. 46.» (p. 28)$ ma il Temanza per avventura ha moltiplicato i modellie gli architetti fuor di ragione. Quest’ultimo registro è manifestamente un ri-chiamo di spese di un giorno ormai trascorso : ora il Temanza si lasciò sfug-gire due altre note, una delle quali dice: «adi 26 ottobre 4 569, computati1. 33, m. 4 6 dati al Paladio per il modelo del ponte» (p. 23)} e l’altra: «adi26 ottobre 4 569 contadi al Paladio per venir a veder la fatura del ponte33,46» (p. 34 t.). Mi spieghi il lettore come ciò sia che sotto un medesimogiorno si conti di aver pagato il Palladio per il modello del ponte, per suamercede di venir a veder un bel modello, e per venir a veder la fattura delponte ? Tutte e tre queste note manifestamente ricordano un solo fatto espressoin diverse maniere, e in diverso tempo posteriore al fatto, da uno stesso scrit-tore, il quale per egual modo ne raccolse molte altre} però tutte convengononel segnare un solo pagamento fallo al Palladio: ma quando si pensi che i la-vori del ponte cominciavano il 4 luglio dell’anno di cui si parla; che il 4 8dello stesso mese si stabiliva l’accordo di scudi 4 2 d’oro al mese con m. Bat-tista q. Guglielmo de’ Marchetti da Bergamo per sopraslare in qualità di protodella fattura del ponte; che il 23 successivo si pagava il trasporlo già fattodi un modello da Vicenza , che altro resta a conchiudere se non che il Palladioin otlobre recavasi in persona a Bassano a riconoscere in qual guisa mettes-sero in alto i suoi disegni non pure nel modello da se ideato, ma ancora nelleprime operazioni del gettare il ponte? A qual prò altrimenti notava lo scrit-tore che il Palladio recavasi a vedere un bel modello, se venia rifiutato dalui medesimo per Scambiarlo con altro suo proprio? Poiché due anni primaal Palladio chiedevasi il disegno di un ponte di pietra, qual vi poteva esser ra-gione che ad altri si domandassero progetti per un ponte di legno, che egliper ultimo rivedesse, e poi rifiutasse per eseguire quello da se inventato? Intante memorie che del ponte di Bassano , eretto ai giorni di cui scrivo, si con-servano nel citato registro, egli è ben singolare che mentre il nome del Pal-ladio incontrasi almeno cinque volle, si sia serbato tanto silenzio del nome diquegli architetti che lo avrebbero preceduto. Io mi adagierò quindi nell’opi-nione che nessun altro fuori del Palladio sia stato dai Bassanesi invitato allainvenzione e costruzione del loro ponte : nè rincrescerà al leggitore che io ab-bia recato in mezzo i sopra citati minuti registri, conciossiachè siano un an-