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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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dar principio al negozio d’intorno la fabrica del Ponte di Rialto , secondo laforma della parte di questo Cons. 0 del cinque del mese passato, poiché tuttili ingegneri, periti et proli concorrono quanto al sito in questa opinione;L’anderà parte che detto ponte di Rialto sia fabricato di pietra con il piededi esso dalla parte di Rialto nel luogo che ora si ritrova facendo incontrar lastrada grande di mezzo, che si farà sul detto ponte a retta linea della Drap-peria drizzando il ponte, che al presente è storto, con l’altro piede verso lariva del Carbon, dove è la Veriaria appresso alla scaletta del ponte, che fassiriuscir la delta strada di mezzo dall’altro capo del ponte, tra il campani! et lachiesa di s. Bortholamio, et la bottega del Lihrer della Salamandra. Sopra ilqual Ponte siano fatte tre strade, cioè quella di mezzo larga con le sue bot-teghe da un capo all’altro, dredo le quali ne siano fatte altrettante, che hab-bino la vista verso l’acqua, con doi stradelle, le quali habbino dalla parte delcanal li pozi con suoi balaustri et colonelle, acciocché per maggior bellezzasi possa scoprir esso canale, come nel disegno si vede:

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Lascio alle diligenti ricerche ed alla erudita critica del Lazzari la narrativadei fatti che, preso il recalo partito, accompagnarono il grandioso lavoro, conquella ricca suppellettile di documenti, di cui è provveduto, per collocare inluce affatto nuova una storia imperfetta fin qui, ed ingombra di molte inesat-tezze e di sogni. Io chiuderò in queste Memorie il racconto di quanto perlienealle due palladiane invenzioni, chiamando inopportuno il rimprovero fatto daqualche biografo del Palladio ai due provveditori Barbaro e Contarmi, i qualinel 1588 avrebbero dimenticato troppo presto l’amico defunto nel 1580.Nella lunga incertezza della repubblica per un’opera di tanto costo, è certoindiscreta pretesa, che di mezzo ad una schiera di architetti, posti al servigiodi lei, si dovesse far luogo ad uno uscito già otto anni prima di vita, lasciandodue disegni, scompagnati da qualsiasi dichiarazione sul fatto dell’eseguirli:non sia indarno il ripetere che per lutti gli architetti ci sono i loro tempi,quelli cioè del loro vivere, dopo il quale succedono con altri ingegni altrevedute e, tacendo dell’invidia, altri bisogni, massimamente in questo singola-rissimo del ponte di Rialto , al quale col volger degli anni pare sia andatoscemando il prestigio d’un monumento bastante a far la gloria di una nazione.