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da Ponte i nomi di una gran parte di questi, invitati dal senato nell’agostodel 1588 perchè dichiarassero la verità delle opposizioni insorte contro lefondamenta appena gettate del ponte, non pervenne a scoprire che essi ave-vano per lo innanzi offerto le loro scritture per costruirlo (pag. 429, 511).Dalla lettura di esse non sarebbe difficile dedurre intera la forma lineare de’loro progetti, siccome assai ingegnosamente si è provato il Lazzari con quello,a dir vero nobilissimo, del De Grandi, esposto poi alla pubblica lode delle saleaccademiche nel 1843. Per le accennate scritture è chiaro come quegli archi-tetti inchinavano del pari ad un progetto di tre archi perchè più magnifico,comedi un solo perchè più comodo alla navigazione: lo stesso Antonio da Ponte non rifiutava le due forme; e in quella di tre archi assegnava l’altezza dipiedi 22 -j- dal comune livello dell’acqua; mentre, secondo il Temanza , quelladell’attuale sarebbe di 24, e piuttosto col Selva di 18, 5; anche quello delDe Grandi con una corda di 90 piedi avrebbe avuto una freccia di soli piedi20; nessuno degli altri architetti portava tale altezza più in là dei 2 4 piedi,solo perchè rimanesse libero il passaggio al Bucintoro. Per tutti questi dati,che io devo alla cortesia del cav. Lazzari, è chiaro che in ambedue i progettidel Palladio non mancava una delle più necessarie prerogative, e che vuoisitenere affatto estraneo e facilmente immaginato nei tempi a noi più vicini ilrispetto alle navi commercianti di alta arboratura. II simile intendasi dellalarghezza delle due rive, conciossiachè lo Scamozzi nello sbozzo inedito delsuo progetto, pubblicato dal Temanza , dica precisamente: «La larghezza delcanale era di piedi 4 35» (pag. 426), misura egualmente calcolata dal Palla-dio ; sicché io non saprei come apprezzare l’opposizione del De Grandi che lafaceva di soli piedi 14 0 (Cadorin, Pareri ec. pag. 35) se non fossero per av-ventura stati diversi i punti delle due rive da questo e da quelli considerati.Era almeno libero agli architetti fino all’epoca del 4 588 il punto da desti-narsi in quel torno dei due capi dell’antico ponte di legno, conciossiachè soloin una parte del 7 gennaio 4 587 (m. v.) venisse determinato insieme collalinea del ponte, diversa dalla presente, che però dicesi storta nel documento,a cui sembra essersi accomodato anche il Palladio nel suo disegno inedito.Ma era ornai sorto il giorno che ne statuiva la lungamente contrastata erezio-ne; però ne eleggevano a provveditori nel giorno 5 di detto mese M. AntonioBarbaro, M. Alvise Zorzi, M. Giacomo Contarini . L’atto del 7 successivo è delseguente tenore: « 4 587 adi 7 gennaro Dovendosi col nome del Signor Dio