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Le riferite iscrizioni ci fanno credere che fosse impresa del comune di Vi-cenza questo lavoro perito, come in nota soggiugne il Calvi, nel 1669. Ed iosono ben lieto che le memorie fin qui intatte del patrio archivio bastino a ri-velar presso che intera l’opera ignorala.
Il giorno 14 aprile dell’anno 1575 deliberavasi nel consiglio di dar manoalla costruzione di uno dei ponti di pietra, che nel territorio intendevansi so-stituire a quelli di legno per cessare le gravi spese delle continue riparazioni;e si statuiva di principiare da quello di Montebello, accordando ai deputati lafacoltà di elegger due presidi del lavoro (Pari, 3.142): assumevano in quelgiorno il carico dell’oliera tostamente intrapresa i prestanti cittadini OdoricoPoggiana e Lelio Gualdo coll’assegno di 200 ducati, e di altri 400 nel mesedi maggio: da un conto di spese del 21 aprile 1578 si rileva che Lelio Gual-do, stato poi solo nell’ufficio, aveva speso fino a troni 8699. Pare che dopoquest’epoca si sostasse nell’opera, perchè il giorno 6 aprile del 1580 i depu-tati della città faceano presente al consiglio come il ponte era bensì ridotto abuoni termini, ma che rimanendosi dal condurla a compimento, tutta l’operasarebbe andata in rovina} quindi chiedevano l’assegnamento del danaro op-portuno e la elezione di due nuovi presidi, che furono Bernardino di San Gio-vanni e Galeazzo Anguissola (Part. 3. 314 f.) Fin qui nessun cenno che il Pal-ladio fosse l’architetto; ma i registri dei due nuovi presidi compensano lascarsezza di quelli degli antecessori. Una relazione del primo settembre 1580,che precede la nota di tutte le spese, scritta in nome dei medesimi, s’intro-duce nel seguente tenore: «Dovendosi dar principio al finire il ponte dellaGuà a Montebello ci ha parso a proposito de la presente scrittura di raccon-tare l’ordine et il modo che si doveva tenere, e perciò: Dell’anno 1575 es-sendo sta dissegniado per il Palladio un ponte di pietra de cinque archi soprail torrente de la Guà a Montebello et sopra la strada regia, cioè di un arcogrande nel mezzo, un mezzano et un piccolo per parte, largo per il far lastrada piedi 12, et essendone sta fatti tri soli in detto anno, cioè il grande etli doi mezzani uno per parte, il grande longo piè 36, et alto da terra piedi2 4 in 25 et dal letto di esso torrente piedi 17 in 18, et li mezzani longipiedi 32 l’uno, et alti da terra piedi 22 et dal detto letto piedi 15 in 16,venivano ad essere tutti tre uniti al mezzo di esso torrente come appare nelsecondo disegno, et perciò il detto ponte era inacessibile et non si potea tran-sitare a modo alcuno, et lassandolo così imperfetto et discoperto li muri ve-
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