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adjunctis. Essendo heri gionto in questa città iris. Zanandrea Paladio ingegneròperitissimo qual è sta fatto venir a posta da Venetia in esecution della partedel cons. per aver il suo ricordo et conseglio del modo si ha da tenir in faril ponte a Piave, che sia stabile quanto si puole, questa mattina è stato sulloco ove si ha a far detto ponte, et quel ben visto et considerato. In questoconsiglio alla presenlia sua forno portati li modelli presentati, cioè uno fattoda m. Rizardo Vairolfo et do fatti da m. Frane. Sandelli taia pria, et un altroin questo cons. portato per m. Salomon de Col muraro, quali de uno in unoresero conto de detti suoi modeli et dissero sopra de quelli le ragioni che liparsero ».
Certamente che più onorevole accoglienza non poteva farsi all’architetto vi-centino, nè in più solenne forma dimostrarsi il concetto e la fiducia in essoriposta, che a lui medesimo rendendo conto di tutti i progetti per la personamedesima degl’inventori: però dello stesso tenore continua l’atto di quellaseduta: «Poi fo fatto chiamar m. Dnego Barzelon, il quale espose il suo pare-re, et ricordo di far detto ponte, et massime il fondamento di quello, che peropinion sua storia saldo a ogni impeto di montana, cioè con dui pilastri conprie grande di sfojo messe sopra un fondamento de pali de rovere fìchati conli suoi cospi di ferro in la giara fino al trovar del terren saldo, spianati poifin sulla giara, quattro de quali o più si lassino longhi tra mezzo detti pila-stri fino sotto el ponte, el con altre ragioni et ricordo esposte.
«Si chiamo anco ni. Balista Auregne, il qual espose et opinion sua comesaria da far detto ponte, che fosse secondo si desidera stabile, con molte sueragioni a bocca dette senza portar modello.
«Et altri anco dissero et ricordarono quello li parse sopra de ciò». Quisenza più chiude Patto:, ma il terzo giorno da che il Palladio era giunto aBelluno raccoglievasi il 27 marzo nuovamente il maggior consiglio, nel qualeprcsenlavansi le scritture di un altro architetto Zammaria dal bongo, e con essequelle ancor del Palladio, di cui nel processo di quella seduta si fa il seguentecenno: «In detto Cons. 0 fo anco per ms. Zanandrea Paladio presentati duidessegni sopra dui fogli de carta del modo di far detto ponte, uno di pria, eduno di legname, et in quello esposto et dichiarito quanto li parse far bisogno».Sembra che l’attento esame dei due progetti del Palladio si riserbasse al consi-glio del giorno dopo, nel quale fu fatta la lettura di due scritture da lui uniteai medesimi: l’atto dice: «Jesus Xps 4 579 die Sabbati 28 Martii. In Consilio