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Majori Civit. Belluni l’eccelente architetto ms. Andrea Paladio presento duiscritture p lui fatte per mazor dichiaration delli suoi do modelli per el iar delponte da Piave beri dati nel Cons. Una su quello da esser fatto de legnami,l’altra sopra quello di pierà, le qual forno lette in questo Cons. a chiara intel-ligentia de li consiglieri su esistenti del tenor come qui sotto».
Recherò, nella serie delle altre scritture, queste di cui qui si tratta, ba-stando ora addurne la sostanza: la ordinaria brevità del Palladio rende peravventura oggidì meno facili alla piena intelligenza anche queste due scompa-gnale dei disegni che egli vi univa. La prima nel registro contiene il pro-getto del ponte di legno} egli assegnava la larghezza di 28 piedi ai piloni,cui doveano proteggere alcuni speroni dall’urto dei legnami solili discenderenelle piene del fiume: prescriveva particolarmente che gli stili fossero fon-dati con cospidi che ne armassero la punta fino a penetrar nel solido sasso}1’ opera intera protetta in ogni parte da una fodera di tavole di rovere doveariuscire come tutta di un solo corpo atto a resistere ad ogni urto: in questeprescrizioni non si può non rammentare l’inventore degli altri ponti di legnosopra descritti. La seconda scrittura pel ponte di pietra riponea la principaleimportanza nella solidità dei piloni, le cui fondamenta si doveano gettare conispeciale congegno di tavolati e di pietre, dopo escavata la opportuna profon-dità coll’uso di un cassone che ne rimovesse l’acqua: nessun altro dettagliovi susseguì stante l’unione del disegno, fuori del l’accennare l’ordinaria formadegli archi, a cui assegnava di freccia secondo sua pratica il terzo del diame-tro: voleva che i pilastri avessero la sesta parte della larghezza da uno all’al-tro, e che la grossezza degli archi fosse la quinta o sesta decima del diametro:anche in questi rapporti si riconoscono quelli da lui pubblicati nel 1570 peiponti di pietra: «Cosi facendo, ei conchiude, mi renderia sicurissimo che seriabello, forte et durabile quanto si può prometter nelle attion nostre» .
Pare, che in quel consiglio non si richiedesse altro in fuori della lettura deiprogetti del Palladio, del cui compenso gli atti di quella stessa seduta recanola seguente deliberazione: «Di poi de ordine delli Sp. Consoli fu proposta etmandata la parte che sia dato a m. Andrea Palladio architetto eccell. per esservenuto da Venezia in questa città a questo effetto da questa magnif. Cotta ri-cerchato per veder et ricordar il modo di far il ponte da Piave iuxta la parte,sieome ha fatto col suo prudente discorso et giudicio, et fatto dui dissegni delmodo di farlo, o de legname o di pierà, et sopra ciò fatto dui scritture per