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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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cune spese eseguite nella medesima, per le quali erano pressati dai creditori(2, 595).

Tutte le recate delibere stabiliscono inappellabilmente l’anno della erezionedella loggia in discorso, opera di pochi mesi. Come portava la cortigianausanza di quel secolo, si scolpiva sulla fronte principale il nome del veneto magistrato di quell’anno: jo: BArTisTAE-BEimARDO-rRAEFEcro ; e nella laterale:civitas-dicavit : un breve elegiaco sotto il poggio di mezzo implorava eter-na durata al monumento in ossequio al magistrato stesso, a cui si riferivagrande parte dell’aver procurata quell’opera: eguali sensi rinnovavano i Vi-centini in altra lapida del porto dell’isola ampliato per le cure dello stessoBernardo (Faccioli Mus. Lap. 4. 4 47; Castellini XVIII. 4 05). Ma un’altrastorica testimonianza dell’anno in cui si erigeva la loggia, vollero i Vicentiniimpressa nell’edilìzio: vinceva il 7 ottobre di quell’anno la veneta repub-blica la grande giornata di Lepanto ; se ne sapeva in Vicenza la sera del4 8 ottobre, e mentre caldi dell’entusiasmo suscitato da tanto importante av-venimento assegnano nel giorno 26 di quel mese ducati 2 4,000 da pa-garsi in tre anni per le spese della guerra che i Veneziani sostenevano controi Turchi, collocavano in due intercolonnii del minore prospetto della loggiadue statue, la Vittoria e la Pace, scrivendo ai piedi dell’una il molto beli.isecvra qviesco, dall’altra calmasi genvere carinae: sotto altre quattro sta-tue poste in parte più elevala dell’edificio ponevano motti di pietà e di gra-titudine ai Numi (Face. 4. 4 92). Gli stucchi di cui sono coperti tra gl’inter-colonnii ambedue i prospetti rappresentano in basso rilievo insegne militarid’ogni maniera, manifesta allusione all’avvenimento fortunatissimo che occu-pava in quel mentre tutti gli animi. Non è inutile, io credo, aver notato que-sti storici rapporti, pel doppio scopo di discoprire la ragione e la età degliornamenti di cui l’architetto decorava quell’editizio.

Dopo quest’epoca tacciono i documenti del pubblico archivio fino all’anno4 582, nel quale al maggior consiglio del 28 decembre fu dai deputati pro-posta la seguente misura: «La loggia di questa magnifica città fatta li annipassali, con tanta spesa ed artificio siccome benissimo si vede, è quasi inutileet poco goduta da noi cittadini, li quali volentieri si ridurrebbono sotto essa aconferir et negociar delle cose loro quando ella fosse sgombrata da mille im-pedimenti che sotto vi si fanno, e quando havesse li suoi sedili et comoditàet tenesse l’aere che non fosse nocivo, et havesse quegli honesti ornamenti di