Buch 
Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
Entstehung
Seite
167
JPEG-Download
 

tavole che fossero convenienti, del che da molli nobili et vecchi cittadini ne èstato fatto ricordo a voi magnifici deputati acciocché tal bona opera a pubblicautilità ed ornamento si faccia. Però li deputati vri alle sapientie vostre propon-gono che in tal opera siano spesi ducati cinquanta in quel modo et forma cheparerà ben conveniente a dui prestantissimi cittadini da essere per questo con-siglio eletti presidenti a tale negotio « (Pari. 3, 515 t.). Al lavoro accolto conuniversale adesione venivano deputati Pietro Francesco Trissino ed OdoricoCapra, i quali « dovendo far cosa honorata et corrispondente sì al loco co-me alla dignità di questa città hanno fatto far l’adornamento di nogara nelmodo et forma come ognuno delle magnifiche vostre poi vedere opera vera-mente bella et honorata, et degna de questa città ». Così trovo scritto negliatti del consiglio del 2 maggio 1586, nel quale i due presidenti ottenevanol’implorala approvazione di altri ducati 21 0 di vantaggio ai primi per satisfaregli obblighi del lavoro eseguito da m. Battista di Guglielmo. Quale si fosseil magnifico ornamento di quel lodato artefice, che in pari tempo costruiva lelogge della basilica, noi saprei dire: pare che i Vicentini non volessero man-care ogni più splendido fregio al novello edificio, perchè l’anno dopo la co-struzione vi faceano per Giovanni Antonio Fasolo , sventurato emulo di Paolo,ritrarre i celebri falli di Orazio Coclite, di Muzio Scevola, di Quinto Curzio nei tre maggiori lacunari del soffitto della sala, con altri esempii di romanovalore nei secondarii, e vi stettero sino all’anno 1834, nel quale vennero dilà tramutati ad incremento della civica pinacoteca $ queste pittoriche notiziesono un altro fondamento storico dell’età dell’edificio, sapendosi come il Fa-solo mancasse di vita il primo settembre di quello stesso anno (71).

In tutti gli atti fin qui riferiti non è meraviglia che sempre si taccia delnome dell’architetto, la scelta del quale apparteneva ai presidi della fabbrica:unico argomento della elezione del Palladio è la iscrizione scolpita sotto ilpoggio del fianco di essa che dice: andrea palladio arciiit. Per le cose finqui dette vegga il Berlotti se ben si apponeva conghietturando eretta la fab-brica dopo morto il Palladio, il quale non avrebbe consentito in sua vita sif-fatto onore, con cui i Vicentini si sarebbero consigliati piuttosto di suscitarenei posteri nobili sensi di emulazione: ignorava certamente quel benemeritoillustratore del Palladio, come siffatta onorevole testimonianza si poneva an-che al ponte di Montebello: ignorava come fosse usata in quel secolo, nelquale si scolpiva, per tacere di molti, il nome del Falconetto in due porte delle