Buch 
Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
Entstehung
Seite
171
JPEG-Download
 

e il prospetto principale in sette intercolonnii invece dei tre che sussistono,prendevano dalla capacità del sito una ragionevole congettura che di altriquattro archi dovesse essere nobilitato il loco, che tanto era a cuore dei Vi-centini l’anno 1565. Rinunciava poi il Bertotti giudiziosamente all’idea didedurne interiori adattamenti di stanze nella rimanente parte deH’ edifìcio, acui forse lo stesso Palladio non ebbe mai pensato, non parendo che di siffattoprogetto ei dovesse occuparsi in quegli anni, nei quali per recenti lavori erastata più volte accomodata la vecchia fabbrica} essa ebbe Io stato in cui simostra oggidì, nel 1768 coi disegni dell’architetto Enea Arnaldi .

La loggia che io senza sospensione dirò palladiana, eseguita in opera late-rizia, di cui tanto si piacque il Palladio, specialmente nel monastero della Ca-rità, mostra nella perfetta sua conservazione la bontà dell’eseguito lavoro ^ lostesso suolo del piano terreno, messo armonicamente a maltoncini di due co-lori conferma l’amore che in tutto l’edificio posero i Vicentini, e l’architettonel quale dopo il Bertotti anche il Caldcrari, per testimonio d’un suo intimotuttor vivo, non dubitava riconoscere il Palladio (71).

All’ingegno di lui intento alla erezione di tante opere fin qui descritte, of-ferì vasi in questo tempo nuovo tema di studii per la facciala del tempio dis. Petronio a Bologna . Una copia di quattro disegni imaginati, ei dice, dal no-stro architetto, e che tuttora si conservano autografi nell’archivio di quella fab-brica, spediva l’AIgarolti nel 1759 al Temanza , il quale ne facea cortese ces-sione al Bertotti, da cui vennero la prima volta pubblicati in tre tavole nelquarto tomo delle fabbriche palladiane: l’anno dopo l’Algarolti stesso manife-stava al Temanza la sua gioia di aver con rinnovate ricerche discoperto chequella fatica era dell’anno 1572: che avrebbe detto quell’ammiratore si cal-do del Palladio, se avesse saputo che non pure i disegni, ma più e più letteresi conservavano del medesimo, con cui dispiegava le ragioni di quelle suo in-venzioni ? quel dimenticato tesoro solo ai nostri giorni venia pubblicato. Ildott. Giovanni Gaye di Gonninga ha stampalo in Firenze l’anno 1839 sottoil titolo di Carteggio inedito d* Artisti dei Secoli XIV, XV, XVI una serie didocumenti i più utili al giusto conoscimento della storia delle arti : per operadi lui apparvero nel terzo tomo uscito l’anno 1840 le lettere del Palladio so-pra i suoi progetti per la facciata di s. Petronio, a parlar della quale nuli’al-tro interprete più acconcio oggi può rimanere: il Gaye rendeva compiuto ilbeneficio dell’ opera offerendoci in altre lettere le notizie che preparano la chia-