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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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diede nei suoi libri una pianta diversa dall’esecuzione, perchè all’atto dellastampa ei medesimo avverte di averne cangiata l’idea dopo l’ampiamento delsito nuovamente aggiunto; per questo modo il fianco del cortile fu arricchitod’una loggia con dietro più stanze, alle quali rispondono sulla pubblica viadue intercolonnii che condussero l’ingresso fuori del mezzo : siffatte riformenon poleano intraprendersi senza l’architetto presente; e della prima sua co-struzione Montan Barbarano chiedeva licenza il 31 marzo del 1570 pel co-modo di chiudere una stradetla a ridosso del palagio, durante la fabbrica, infronte alla quale, benché finita alcun tempo dopo, collocò la memoria delprincipio, che fu l’anno 1570 (Prov. XII. 936). Non avrò aggiunto lumi in-utili, io spero, a questo argomento, in cui gli altri errarono o tacquero, e mivolgerò all’altro punto del considerare se la loggia medesima sia da ritenersiquale si vede, lavoro imperfetto di soli tre archi, e quale dovesse compirsi.

La delibera consiliare del 1565 certo proponeva una fabbrica che dall’an-golo della vecchia loggia in capo alla contrada vicina si prolungasse a quellodell’altra de’Giudei: ma lo statuito acquisto di tre case intermedie non ebbemai effetto: nell’esame dei libri delle proprietà del comune di Vicenza veggoche solo nel 1582 entrava nel suo dominio quella che appunto fa il confinedell’angolo della contrada per ispontanea proposta del proprietario Cecilio Ca-damosto; più tardi nel 1671 comperavasi quella congiunta alla loggia posse-duta da Gabriele Angeli, affinchè si procurassero più comodi servigi di domi-cilio alla famiglia del veneto capitanio; la terza di mezzo si rimase sempre unpossesso privato. Quando adunque nel 1571 si deliberava la nuova loggia,intendeva il comune di riparar le rovine della vecchia, senza allargarne iconfini; nullameno il primo proposito non dovea sì presto essere uscito dimente, e forse vi alludeva quel passo del consiglio 23 decembre, che accor-dando nuovi danari prescrive di non doversi far più domande quanto peròa quella parte che è principiata . Lasciavano dunque credere ai posteri nonaffatto scaduta la brama del primo proposito di una fabbrica accomodata an-che alla dignità dei grandi consigli cittadini: non è inverisimile che abbianolatto contrasto all’opera le stesse angustie che faceano andar sì a rilento i la-vori della basilica: le morse dell’edificio sospese, che tuttora sono palesi nellaparte più alla della fabbrica verso il lato da dover essere proseguito, annun-ciano che l’architetto avea già imaginato più vasto disegno; e il Bertotti nel\ 786, e prima di lui il Fossati nel 1760 pubblicandone compartita la pianta