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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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delli ordini ionico o dorico in luogo dell’antico, concedendo per quella fiataall’uno e all’altro le stesse dimensioni. Non è noto il conto ch’ei si facessedegli avvisi del Bolognino, il quale in un’altra sua del 14 decembre al Pe-poli dichiarava ei medesimo il fine con cui li aveva esposti. «Le cose ch’ioscrissi in avertiinenlo, conobbi benissimo che dovevano esser state avertiteprima, ma le dissi solo per avisar che era lodata più in quel modo, aciò che,havendo il sig. Palladio mostrato che si potevano far in più modi, potesse an-che saper che erano più lodate così come scrissi, il che fu per poner più tostoin consideratione che perchè ve ne fosse di bisogno; et son certo che V. S.Ihavrà scritto in modo che non paia che gli si vogli dar legge. Quanto alportico, io scrissi al Sig. confaloniere il mio parere, il quale se sera conformea quel del Palladio, havrò caro d’cssermi cofrontalo con un tal valenthomo,ma quando anco esso fosse d’altro parere, io so che allegarà tal ragione che

10 dovrò volentieri quietarmi al iudicio di quei Signori che conoscerannoprevalere a quelle poche che dissi io: et mi rimetto sempre in questa profes-sione a chi ne sa come lui. et non occorendomi dir altro per la risposta dellasua, con l’offerirmi con ogni affetto le basio le mani» (pag. 44 2).

L’ultimo passo di questa lettera ci dimostra come si fosse a questo tempoper poco mutalo il campo della questione, disputandosi oggimai di sostituirealla faccia del tempio un vestibolo o portico alla foggia degli antichi. Il Pal-ladio nella sua lettera dell’ll gennaio di questo stesso anno gettava un primotratto il suo parere con quelle parole « del fare il porticho di fuori, quan-tunque rompi la facciata, pur facendollo con buon ordine renderà grandezzaet comodità al opera, et io il lodo». Par manifesto che il nuovo partito simettesse in campo dagli oppositori delle riforme fino allora ideale, ovvero daldesiderio di condur a segno i discordanti intelletti con una proposta che sem-brava dovesse piacer a tutti. In contrario s’impegnò una nuova lolla. Mostra-vasi avverso il Bolognino, favorevole un cotal Camillo Paleotlo, uomo incli-nato per indole all’architettura, ambedue dimandati del giudizio dal Pepoli.

11 primo con lettera del 4 0 decembre 4 578 induslriavasi provare la brut-tezza che ne sarebbe derivata alla piazza per limitarsene l’ampiezza dall’in-nalzamento del portico, nel quale era indarno cercarsi comodità di ricoveroai passeggieri, che lo avevano nelle vicinanze: concludeva che i moderni ave-vano abbandonato il vecchio costume di aggiunger portici alle chiese, pei qualinon v’avea legge universale (pag. 409). Opponeva il Paleolto che il portico

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