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caro d’haver servito lei, si come desidero infinitamente, et l’aver giovato alSanto , ma sopra ogn’altra cosa ricevo per favore ch’ella habbi confidato inme questo negotio, forsi per la troppa opinione che n’ha, di che le ne basciole mani ec. » (pag. 40fi).
Non si può non apprezzare la somma squisitezza del vedere del Bolognino,nonché la rara riservatezza con cui facea pur manifeste le osservazioni da luigiudicate opportune intorno il disegno di un uomo come il Palladio, il cui no-me era grandemente apprezzato: egli rinchiudeva le principali nella seguentenota: «Le cosarelle scritte appartatamente sono queste: Si lauda infinitamentetutto il dissegno, et che lopra da basso si facci ionica, ma ch’el fregio del pie-destallo si facci piano, che pur potrà stare} che le risalite delle cornici sopranon se ne faccino se no due, una sopra l’altra, e non tre come si vede-, cheli tabernacoli segnali X si abbassino tanto che la lor cornice venghi al parodi quelle delle porte, e cosi verano meglio a riempir il vano; che in quel camposegnato Q se li facesse o nichia o vero con historia di rilievo; con adornar si-milmente in qualche altro loco decente, se si potesse fugir quel tagliamentoche si fa in quelle colonne che sono nelle fenestre segnate D et R, non sa-pendo come vagamente si possano congiunger con le colonne che pur si credeche debino esser tonde; veder se si potesse accomodar quell’ala segnata Z,che in cima non restasse quel pezzo di cornicelta senza attacco alcuno ne’ fi-nimenti : nel profilo della fabrica accomodare, se è possibile, che le colonnedi sopra battano dritto al vivo di quelle di sotto, col tirar o drento quelle disopra, o di fora quelle di sotto, acciocché alla veduta non offendano, et questaparte è segnala II et I nel profilo. — L’accomodamento del bassamenlo è lau-dato ogni volta che quei membri antichi si riducano collo scarpello cosi inopra al modo dissegnato, il che si potrà far comodamente senza molta opra espesa» (pag. 408). A portar retto giudizio delle censure del Bolognino giove-rebbe grandemente al lettore il paragone del disegno palladiano segnato dellelettere richiamale dal critico. Fuori di questo, ognuno nullameno saprà com-prendere come anche a Roma finalmente si encomiasse il proposito di aggiun-gere al vecchio corpo un moderno disegno in luogo del primo, a censore delquale sentiremo ben presto levarsi lo stesso Terribilia. Laonde vuoisi avergran lode al Palladio di essersi adoperato in questa impresa, in cui conveni-vagli camminar tra le necessità di due stili al tutto contrarii; quindi ei me-desimo lasciava incerta in alcune noterelle la scelta di alcune sagome, nonché