di stucco di mano del Vittoria, che nel vicino palagio avea già fatto la provadella fontana rammentataci dal Vasari : sono di elegantissimi stucchi anche lebasi e gli esterni capitelli della loggia, legati con festoni di fiori, conservatisino a oggi giorno; e bene l’augurava il Palladio, che in tante sue fabbrichevolle ricoperta di stucco la terra cotta, e bellissimo ufficio e durata più saldache in pietra viva aveane osservalo nelle opere degli antichi cui accenna inquella sua pregevole scrittura pel duomo di Brescia . Leggiadra ricorrenza difascie e cornici lega tutte le parti dell’ interno edificio, cui fa coperchio unacupola con lanterna, fiancheggiata esternamente di gradi, per la maggiore ro-bustezza, da potervisi ascendere con due scale a chiocciola da due ingressidella loggia. La elegantissima costruzione soggiacque a non poche censure. IlBertotti non crede invenzione del Palladio il poggiuolo inutile e troppo spor-gente, secondo lui, dalla cornice che lo sostiene di dentro al tempietto; matale ornamento è comune a presso che tutte le cupole, nè lo omise il San-micheli in quella sua maravigliosa capella del Pellegrini; Io Scamozzi com-mendava colla prescrizione di Vitruvio la pratica di siffatte cornici per inter-rompere la soverchia armonia delle volte, sicché oggidì, solo che leggierofiato di bocca mormori parola sottilissima lungo la volta di Maser, risuona inopposta parte chiara la voce nell’orecchio dell’ascoltante; la giocosa sorpresalo Scamozzi notava eziandio nella stanza dei Giganti in quello stupendo palazzodel Te a Mantova (1, 3 XXIV). Ma al Sanmicheli tornando, nella lodata ca-pella egli adoperava gli archi in giro rimproverati dal Milizia al Palladio; ilTemanza non seppe abbastanza cscusare questi archi medesimi, che a guisadi quelli del Panteon girano addosso la muraglia, ritirandosi sempre addentrosino alla sommità loro; facendosi bello dell’autorità del Vasari , che non li*ebbe commendati neppur egli nell’Alberti, se la godeva dell’invenzione di unsuo tempietto rotondo murato in linea retta con buon successo. Comunque siadi queste considerazioni di un occhio intelligente, lo spettatore che visita il locodi Maser, incantalo dell’armonico compartimento di tutto l’edificio, in cui lamateria si da lunge è vinta dal lavoro, non può non mandar un volo che laleggiadra invenzione anzi che il solingo sito campestre, ove si giace, sorgessepiuttosto a far più bella la contrada di una popolosa città.
Ma egli è ornai tempo che queste Memorie si elevino al nobilissimo sub-bietto del teatro Olimpico, che a detta del Milizia forma il più bell’ornamentod’Italia, non che di Vicenza : la storia dell’erezione di quel magnifico mouu-