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mento è tanto più importante, che essa non può separarsi dal racconto dellamorte che soprapprese rarchitelto appena gettate le fondamenta.
L’Accademia olimpica, da cui il teatro prese il nome, rompendo il trilustresilenzio in che l’avea posta la diffidenza di pareggiar con nuova pubblica mo-stra lo splendore dell’azione della Sofonisba del 4 561, meglio confidando delsuo buon volere e delle sue forze, deliberava per primo il 10 agosto del 1579di recitare il prossimo carnovale una favola boschereccia non più sentita: sor-titi gli accademici per la scelta dell’azione e del loco, piaceva ai più un sitochiamato delle prigioni vecchie, coperto in parte, in signoria della città, cheraccolta in consiglio Io concedeva il 25 febbraio dell’anno dopo alle doman-de dell’Accademia. Pochi giorni appresso aveva principio la nuova fabbrica,con cui si proponevano ornare il loco ottenuto. Della presenza del Palladio inpatria tacciono gli atti accademici: ne fa però fede un pagamento del 7 de-cembre testé scaduto, in cui egli riceve un sessanta scudi d’oro, mercede an-nua della sopravveglianza ai lavori della basilica, indizio della vantaggialacondizione di sua casa, giacché le citate lettere pel s. Petronio cel mostranoin patria i primi quattro mesi di quell’anno. Nei registri della basilica v’hapure memoria di altri trenta scudi d’oro ch’ei riscuoteva il giorno 7 lugliodel 1580 in saldo dei primi sei mesi dell’anno dopoj quel denaro esser do-veva l’ultimo che a lui si dava: sotto il giorno 2 settembre leggo quesl’altranota: «Mandant (M. D.) nob. v. Gerardo de Muris Mass. Generali denariorummag. co. Vinc. quod de ipsis denariis dare debeat d. Andreae Paladio scutosdecem auri prò resto ejus salario mensium duorum usque ad obilum ipsiusD Andreae». Emendava l’amanuense l’errore di questa copia che dice vivoe morto il Palladio, aggiungendo in margine alla voce debeat le parole d. Si-lae filio q. (Prov. XIY 751 t.).
Quantunque alla storia dell’arte non rechi utilità la conoscenza dei parti-colari che si legano agli ultimi momenti della vita del Palladio, non si pos-sono senza interesse memorare le circostanze che accompagnano gli alli estre-mi della comparsa degli uomini grandi sulla scena di questo mondo.. Quindicon giusto rammarico vuoisi deplorare la ignoranza in cui siamo delle cagioniche affrettarono nel Palladio già infermiccio un fine cosi immaturo della vita.Appena negli atti accademici si nota il giorno della sua morte con queste pa-role: «il 19 agosto con dolore non solo degli accademici, ma della città tuttapassò agli eterni riposi Andrea Palladio ». Oggidì manca perfino la memoria