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4 531 al 1534, quando il Palladio anche coll’opinione del Gualdo avria ap-pena contato venti anni di vita. Ho di già bastantemente dimostrato che l’epocadel 1508 accennala dal Gualdo disgiunge per dieci anni il Palladio da tuttele circostanze, che dal 1 534 a Cricoli e dal 1 540 a Lonedo lo accompagnanonei primi passi della sua carriera. La fabbrica del castello è poi cosa di tantorilievo, e per forma di costruzione cosi diversa dai modi del Palladio, che sa-rebbe un perdere il tempo ragionandone di vantaggio, quando il citato docu-mento stabilisce la sua andata da oltre venti anni dopo da che la fabbrica eracompiuta. Lo stesso co. Giovanelli, al quale io chiedeva il passato anno nuovilumi su questo conto, spontaneamente rinunciava alla prima opinione, facen-domi copia di un brano della vita inedita per lui scritta del suo concittadinoscultore Alessandro Vittoria , ove stabilita la vera epoca della nascita del Pal-ladio appena entrato nell’adolescenza quando la fabbrica del castello era ter-minata, soggiugne «di dannar quella sua prima asserzione giovanilmentescritta nella Zecca trentina, quando paurosi deferimmo di troppo alle autorità,dicendo il castello di Trento essere fabbricato sui disegni del Palladio»} ci-tava ivi infatti il Temanza e il Milizia , ma l’uno e l’altro non ripetono che leparole del Gualdo: citava anche le dissertazioni vossiane dello Zeno sulla fededel Bonelli ; ma questo scrittore faceva dire allo Zeno ciò che egli per nessunconto ha mai detto nè nell’allegato passo, che non sussiste, nè in qualsiasialtro scritto. Per questa stessa ragione di tempo non posso concedere al Gio-vanelli la conghieltura da lui introdotta nella vita sopra Iodata che il Palladiofosse chiamato pel palazzo delle Albere, già eretto nel 1530 dal barone Gio.Gaudenzio padre del cardinale Cristoforo con architettura che tiene ancoradei modi del cinquecento, più facilmente propria del Serbo , del Falconetto,o del Sansovino, che tutti e tre furono in quel torno di tempo in quella citlà.Trento , cui pur fanno bella cospicue moli di templi e di palagi, non coniaadunque una fabbrica palladiana. Io mi stabiliva di vantaggio in questo con-cetto, quando per desiderio di convincermi del più sicuro giudizio mi recavaa bella posta a Trento nel passato anno} nè di troppo esperimentato accorgi-mento era d’uopo. La speranza di pur riconoscere un lavoro del Palladio neltrentino mi facea prolungare l’andata fino nella Naunia a vedervi il CastelNano, del quale il lodalo Pinamonti nella sua Naunia descritta al viaggiatore ,pubblicata nel 1829, scriveva: «E a chi non deve rincrescere che sia ne-cessaria grave spesa per renderlo abitabile, e conservare alla Naunia un