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magnifico edificio opera del Palladio? « Ma anche colà rimasi deluso nella miaaspettazione^ conciossiachè il Castel Nano, se per mole è uno dei più ammi-rati del Tirolo, per la costruzione si manifesta evidentemente fattura del se-colo XVI appena entrato: in forma quadrata si leva da terra a volto sopramassiccio pilone, che divide in quattro comparti il piano interiore: lunga scaladi fianco conduce con un solo braccio nella sala superiore rischiarata da fene-stroni divisi in tre luci ad arco: non è diverso il secondo piano: le fenestredelle stanze generalmente quadre sono senza modanature, e distribuite senzasimmetria de’ prospetti. Il cav. Giuseppe doli. Giuliani, ricco signore dellaNaunia, facendomi con rara cortesia guida nella visita del castello, mostravanol’annunzio di vicina vendita pubblica del medesimo: fosse il pensiero di ag-giungere valore alla cosa, anche in quella carta si diceva opera del Palladio:sotto l’arma Madruzzo scolpita in una pietra del Iato a ponente trovai segnatol’anno 1578} ma quell’insegna era manifestamente introdotta nel muro giàcostrutto, facilmente nell’anno indicato, in cui moriva il cardinale Cristoforo,della cui dignità non vi sono indizii. Il cortese ospite mi diceva di aver pos-seduto prezioso documento da lui ceduto alla biblioteca Mazzetti, diventataoggidi proprietà di Trento , ma non ancora accordata a pubblico uso : in quellacarta egli attestava di aver letto questa memoria della fondazione del castello:“ Per Jobannem Baptislam Gaudentium castrum a fundamentis ereclum «.L’epoca del fondatore si accorderebbe collo stile della fabbrica che ad ognimodo non è del Palladio. Io mi restituiva in patria colla persuasione che fosseindarno cercare oggimai allro edificio, che, se in quella sua andata fosse dalui stato pure idealo, al pari di tanti altri può esser rimasto un progetto per-duto} furono infatti gravi e diverse le sollecitudini che distrassero per lachiesa e pel principato in quel tempo del generale concilio il cardinale Cri-stoforo. Ma il co. Giovanelli dopo alcuni mesi risvegliava le perdute speranzeinviandomi i disegni di un’altra fabbrica madruzziana presso Pont’alto a unmiglio da Trento , loggia incompiuta o belvedere appartenente a vicino edi-ficio, scrosciato non è molli anni in gran parte nella rovinosa valle del Fer-sina, che colle furibonde acque ne rode la sponda. Tanta cortesia provocavauna seconda gita, perchè il disegno mostrava questa volta un piano a terraornato esteriormente di dorico intercolonnio con trabeazione e piedestallo delclassico stile: ma le modanature vedute sul luogo non sono altrimenti delPalladio per troppa esilità di parti e meschinità di proporzioni in tutta la de-