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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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doveva adornarsi di quattro colonne corintie avea fine soltanto recentementecon architettura del Bressan: volevano i vecchi padri decorar tutta la sala dipitture di Paolo, come attesta lo storico Palladio . Contemporaneo a quell’opereera l’arco eretto nel 1556 a Domenico Bollani , che io ricordava nel raccontodella costruzione della chiesa di s. Giorgio maggiore, stato in Udine podestà pelcorso di 18 mesi. Dove in mancanza di documenti succede la sola critica, ilgiudizio diventa pericoloso: ma la tradizione, riportata anche dal Temanza edal Maniago , la quale fa del Palladio quell’arco, riceve autorità dal consensodi un contemporaneo fin qui non avvertito, di cui mi dava avviso il lodalosig. Ciconii} adunque nella cronica inedita d’Udine , scritta l’anno 1560 daGiacomo Yalvasone di Maniaco,vissuto sino al 1570, si legge: «nel primoingresso del colle s’appresenta un portone d’opera rustica col dissegno di Gio.Andrea Palladio architetto degli eccellenti». Questa autorità,con cui si confer-ma il nome di Giovanni al Palladio, darebbe finita ogni ricerca.

La prima gita del Palladio a Udine era di poco preceduta dall’ultima cheei fece a Roma nel 1554, imprimendovi il suo discorso dell’Antichità. Io cre-derci attribuire a questo tempo i lavori da lui eseguiti nell’Ospital di s. Spiriloche il Temanza riferiva all’immaginaria andata del 1550 pei disegni dels. Pietro. Se egli ignorava i documenti con cui ho provato la sua dimora nellapatria ai giorni della morte di Paolo III , poteva dare un’occhiata alla storiadella fondazione di quel tempio stampata a Roma l’anno 1694, lavoro diCarlo lontana, e l’altra del p. Filippo Bonanni ivi pur pubblicata nel 1696 perillustrarne le medaglie coniate in memoria dei pontefici che concorsero a quellafabbrica: ambedue quegli scrittori recando i più minuti particolari del gran-dioso lavoro nei giorni del Palladio, escludono la probabilità di un appello alui, quando il Buonarolti teneva il posto con bolle confermale da più papi; néfilo di conghiettura porge la recente illustrazione del Vaticano stesso di Ermo-lao Pistoiesi uscita a Roma nel 1829. Ma il Temanza con troppo facile pennatrascorreva in quest’altro passo: «Ordinò il ciborio dell’aitar maggiore dellachiesa di Santo Spirilo in Sassia , e l’altare nell’ospitale medesimo: vuoisi purech’ei architettasse la facciata sopra Campo Marzo del palazzo del gran Duca diToscana». Ai giorni del Palladio quest’ultimo era vecchio edificio, a cui ilTignola con buon garbo avea accomodato il cortile con decorazione ionica ecorintia: la parte esteriore è cosa barocca, rifatta soltanto nel secolo susse-guente: in questi due falli si accordano tutti gl’intelligenti e tulle le Guide