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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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che descrivono quel palazzo, oggi dello di Firenze , sicché è indarno parlarnedi più; nè altre notizie io potei cavarne da Roma . Vecchie memorie dell’Ar-chivio dell’ospitale di s. Spirito da me consultate confermano un altare erettodal Palladio nell’ospitale e nella chiesa, oltre il ciborio indicato dal Temanza :mancano però documenti contemporanei. Ma l’aliare della chiesa, che era diquattro colonne, fu guastato da barocchi riformatori, che ritennero due solecolonne e alcune membrature, e questa ricomposizione si accenna oggidì alforestiere come originale palladiana. Non fu senza oltraggi anche l’altare del-l’ospitale, eretto nel centro di vastissima infcrmeria: da quattro angoli si eri-gono nel dinanzi due colonne doriche e due pilastrini al di dietro, tra i qualila mensa: ricorre tutto attorno sopra i capitelli una trabeazione con fregio,ogni cosa di forma leggiadra: si gira sopra la cornice un’altra decorazione,che non è l’antica. Chi sa qual si fosse l’occasione che porse al Palladio il de-stro di questi due altari !

Argomento a non facile discussione porge la chiamala che il Palladio stessodiceva fattagli nei suoi stati da Emmanuele Filiberto. Attribuiva per primo ilGualdo a quella gita colla usata espansione il progetto di un palazzo pel prin-cipe: anche il Temauza ripigliava che fu certamente per qualche regio edilizio,e col mezzo dell’ingegnere di corte Giantoinaso Monte compiacevasi aver ri-levato « che il parco antico reale, nella maggior parte rovinato, è delle operedel nostro Palladio». Ripeteva queste cose Gian Francesco Galeani Napioncnella sua biograGa del Palladio pubblicata l’anno 1820 dal Bettoni in Padova nelle Vite degli illustri Italiani : ma trascorrendo più oltre colle asserzioni sog-giungeva serbarsi un disegno del palagio accennalo dal Gualdo in una delleregie ville; ed accanto alla facciata aggiunta nel passato secolo a quello sullapiazza maggiore di Torino , un pezzo, sebben malconcio, di cornicione di belleforme palladiane ammirarsi tuttora dagl’intelligenti. Ed altri lavori del vicen-tino architetto si potrebbero accennare a Torino chi si stesse alla testimonianzadella tradizione. A pronunciare un meno incerto giudicio io mi indirizzava al-l’assennato discernimento del già lodato cav. Promis, l’autorità del qualeunita ai particolari suoi lumi mi porge animo di contraddire alle sopraesposteopinioni.

Non sussiste documento di un’andata del Palladio a Torino ; e il dottobarone Vernazza, che con moltissima cura spogliò gli archivii torinesi per adu-nare notizie di cotesto genere, non ne trovò neppure una remota indicazione.