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è un manifesto tributo di amicizia allo Scamozzi , introdotta al solo scopo diparlare di alcune sue fabbriche di Venezia : io non faccio oltraggio alla me-moria di quel critico, essendo già nota la deferenza manifestata a prò delloScamozzi in questa stessa Appendice , nella quale a lui attribuisce il disegnoeseguito del Ponte di Rialto, che nel corso dell’opera avea detto fattura di An-tonio da Ponte . Mi perdoni il cav. Scolari, se dissentendo dalla sua, seguo lacomune opinione che rimprovera allo Stringa questa parzialità, la quale tentòrubare al da Ponte, morto all’atto della stampa di quell’Appendice, il credilodi un’invenzione che gli studii del Lazzari finiranno di rivendicargli. Ora qualmeraviglia, che Io Stringa accecato da cosi speciale benevolenza, scrivendodella fabbrica dei Tolenlini concedesse allo Scamozzi quel poco che per lo in-nanzi aveva accordato al Palladio? Io non negherò alla chiesa che attualmentesussiste la parte attribuita allo Scamozzi dallo Stringa, e da tutti che ne scris-sero dopo lui. Ma le parole «la chiesa de’ToIentini è stata nel principio l'on-data sul modello di Andrea Palladio » destano l’idea che più tardi sia stata daaltre mani condotta avanti, ed anche alterato un disegno che preesisteva di lui.Non era il primo caso che Io Scamozzi continuasse riformando l’opera del Pal-ladio , o di altri, appropriandone a se medesimo tutta la lode} e se si dice chenel 1591 ei vide fondare un solo pilone, è segno che vivente il Palladio nonebbe principio. Non mi avvenni fin qui in alcuno storico che dica aver i pa-dri Teatini pensalo a quella costruzione prima del 1580} nullameno il felicesuccesso delle caritative opere da loro intraprese a prò degl’infermi, special-mente nell’Ospitale degl’incurabili per loro riformalo fino dal 1531, nonrende inverisimile il non tardo divisamelo d’un ospizio e di una chiesa perla loro famiglia, a cui di tempo in tempo, dice il Cornaro, andarono procu-rando con reiterale delibere dilatazione opportuna di terreno, finché nel 1591posero la prima pietra dell’una e dell’altro. II Temanza disse di aver posse-duto i disegni di mano dello Scamozzi per la chiesa de’Tolenlini, che sebbenelui vivo, sarebbe stata eseguila alquanto diversa nelle due testate della croce,che doveano essere di forme rotonde anzi che rettangolari, e sopra il centro diquelle portavano maestosa cupola, eseguita anche oggidì sino alla sola som-mità del tamburo: nè aveano compimento secondo lo Scamozzi nel prospetto,clic è una loggia finita nel secolo XVII coi modelli del Tirali. Ma se i disegniposseduti dal Temanza erano pur autografi, non poleano esser forse una co-pia della invenzione palladiana dallo Scamozzi medesimo poi riformala nel-