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l’eseguirla? Qual ragione vi poleva essere che innalzandosi la chiesa lui vivoe presente in Venezia , dovessero da altri alterarsi, mentre tutta l’opera in solidieci anni venne compiuta? Nè devo tacere che mentre lo Scamozzi accennanei suoi libri alla costruzione di un convento e di una chiesa pei Teatini diPadova, abbia lasciato in silenzio questa di Venezia , che tanto vantaggia quellaper estensione e magnificenza. Rammenti il lettore la tribuna del tempio delRedentore, e dica se ad essa non risponda la descrizione che del disegno diquella de’ToIentini fece il Temanza ? £ la pianta delle cappelle pubblicata dalDiedo non risveglia la memoria di quella pure del Redentore? Il Palladio in-fine proponendo a prospetto de’ Tolentini una loggia non avria ripetuto sestesso quando forse con poco divario di tempo la ideava pel barbaro a Maser ,pel Berico a Vicenza, pel s. Petronio a Bologna ? Ma tutte queste mie conget-ture non sono altro che il frutto di una impressione destatami dalle paroledettate con ingenuità storica dallo Stringa ^ a confermarle manca la luce chedesideriamo intorno a tante opere del Palladio rimaste per sua morte inter-rotte, o sterili progetti: a questo danno fia che soccorra la discoperta di altridocumenti che tuttora giaceranno ignorati. Se non che non al tutto irrepara-bile è questa perdita, poiché tanta parte ci rimase inedita de’ suoi studii edelle sue invenzioni non anco perduta nè ignorata, e più specialmente dichiese, a parlar di cui è già vicino il mio racconto: noterò qui solo che inquella sì cospicua che fu di Burlington, più volte da me ricordata, si conservatra varii abbozzi quello di una chiesa che somiglia assai, si dice nella descri-zione, a quella di s. Simeone a Venezia col portico avanti. Se questa ultimaallusione, come a me pare, non abbraccia tutta l’invenzione della pianta, madella sola facciata, che nella chiesa sopra citata somiglia pure a quella de’ToIen-tini, oserei prender fiducia di non avere prodotta a torlo la mia congettura (101).
Poche parole bastano a notare un errore del Multoni che attribuiva al Pal-ladio la chiesa e scuola de’ nobili, delta del Corpus Domini . Della facciata nonfu eseguita che la parte inferiore: il Temanza ha giudicato l’ordine principale,che è ionico, maestoso e nobile, ma triti e scorretti gli ornati della porta edelle finestre, affatto lontani da qualsiasi forma palladiana: il Sansovino, ta-cendo di questa fabbrica, ci fa istrutti che ai suoi giorni non esisteva.
Errava del pari Giambattista Soravia, che imprendendo in questi tempi ladescrizione delle chiese di Venezia , rimasta incompiuta sul nascere per lamorte di lui, disse, il primo chiostro di s. Maria gloriosa de’ Frari eretto sul