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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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guire le più riguardevoli fabbriche palladiane rimaste imperfette, giacché eper le cose dette, e per la distanza de’ luoghi e de’ tempi, egli doveva esserneimpedito.

Non mi conviene però sorpassarmi dei nomi di quell’Alfonso e di PaoloAntonio Valmarana mentovati dal Belli. Il primo è certamente il Ragona notofra gli olimpici, che l’Arnaldi (Opere ined.) dice architetto de’ buoni ed autoredi un tempietto di prisca architettura alle Ghizzolle pel suo casato. Del secondoleggo questa importante memoria nel volume quarto della Storia del contem-poraneo Barbarano, stampalo dopo la morte dell’autore, colla omissione di pa-recchi passi, Ira cui il seguente, che appartiene al capo GVII degli artisti:« Paulo Antonio Valmarana fu nell’architettura peritissimo, e diede il disegnodi molli edificii sacri e profani»: scrittore di una tragedia e di altre cose ri-cordale dal Calvi, era dagli olimpici deputato alla sopravveglianza del ristaurodel teatro nel 4 593, lasciava caparra del suo amore per le cose antiche inuna lapida posta nel suo giardino che diceva: rAvLvs aivtomys valmauaka an-

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riv3i svoui'3i fidei cvsTODiENDYM coM3iisiT. BiDci. (Face. 2. 65.). Viveva ancora nel4 64 4. Nel citalo autografo, custodito nella libreria Gonzali, trovo quest’allrocenno: «Girolamo Valmarana eccellentissimo nell’architettura, come dimostral’esperienza facendo per sua semplice gentilezza bellissimi modelli di case epalagi a chi lo ricercava : mori circa del 4 6 2 0 ». È annoverato tra i bene-meriti dell’accademia e del teatro. Non ho rinvenuto maggiori lumi per con-fermare queste testimonianze, che possono essere in parte ampollose, ma nonal tutto mendaci. Pare che fosse ereditario nei Valmarana l’amore della bel-l’arte, giacché nel 4 549 difendea Gianluigi con ragioni di architettura il par-tito, che vinse, dei disegni del Palladio per la basilica. Nè questi nomi eranocertamente ignoti al Palladio,quando oltre i ricordali soggiungeva «di lasciaremolli altri i quali si potrebbero in questo numero porre ».

Qui dunque faccio fine all’esame degli architetti vicentini che in patria pos-sono aver preso parte nelle fabbriche del secolo XVI, senza che tutte si de-vano attribuire al Palladio, scemandogli talvolta meglio che accrescendogli lo-de. Ma a compiuto conto non mi lice dissimulare che in Vicenza ai giorni delPalladio aveano pur chiamata architetti forestieri; si rammenterà il lettore Se-bastiano Serbo, che nel 4 539 costruiva un teatro di legno nel cortile deiPorto, dopo di che dava i disegni della basilica: erigeva l’Ammanati nel 1563