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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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XV.

Intorno a’ disegni, et alle fatiche fatte per facilitar la lettion de’ Commentari

di Giulio Cesare (")

Havendosi da molti secoli à dietro, fino à tempi nostri per l’esperienza, etper l’esito di non poche guerre veduto, che non si è trovalo alcuna Città cosìmunita, e forte, che l’essercito nemico, essendo stato convenevolmente ga-gliardo, non habbia potuto, dopo non molta fatica, et lungo spatio di tempo,farsene padrone; et essendo ciò à punto di quei luoghi avenulo, i quali dallapropria natura del sito (come d’inaccessibil’alpe, d’alta palude, overo di pe-riglioso mare) difesi potevano altrui parer sicuri, et inespugnabili; non è me-raviglia, che già sia nata opinione fra gli huomini, et quasi appresso molticonfermata, essere impossibile che alcuna Rocca, o Fortezza si possa tenere,et difendere contra l’impeto, et la forza dè polenti nimici. Onde considerandoio in che modo si potessero questi tali sgannare, et quello che più importa, iRegni, et le Città difendere; mi pare che niuna altra cosa sia tanto bastanteper ciò fare, quanto l’havere un buonissimo, et ordinatissimo essercito, il qualsia atto à combattere con ogn’altro ben che più numeroso, pigliando in con-fermatione del mio parere l’essempio di Giulio Cesare , che con mediocre nu-mero de soldati superò, et vinse numerosissimi essercili : il che nacque nonda altro, che dal buon’ordine, et disciplina militare: cosa che può tanto negli huomini, che di timidi gli fa diventare animosi, et di confusi ordinali glirende. Et è vera senza dubio la sentenza d’Epaminonda , il quale (essendo opi-nione appresso gli huomini di quei tempi, che non nascessero soldati, se nonfra gli Spartani) fece molto ben conoscere al mondo, che dove erano huomini,à quali non mancasse valoroso, et prudente Capitano; ivi erano anco arditi,et franchi soldati, riabbiamo ben noi cagione di deplorare la misera conditionedi questi nostri secoli; poiché non si vede alcun Principe che si pigli l’im-presa di sollevare questa depressa militia : et pur si vede ne i soldati privati,et ne i Capitani moderni quell’ardire medesimo, e quell’istessa bravura, chenegli antichi essere stata si legge: nè mancano di quelli hoggi dì che poco oniente curano la morte; anzi si veggono molti, che arditi, et risoluti vanno(*) Ved. l’Ann. n. 67.