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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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senza timore alcuno ad incontrarla: di maniera che quando appresso di noi sitrovassero quegli ordini buoni, ch’erano appresso i Greci, et i Romani, senzadubbio noi vedremmo, l’imprese, et l’altion nostre della guerra haver quellamedesima riuscita, che le loro sortivano. Et ben che molti di questi nostri Ca-pitani principali dicano no si poter governare gli essercili co quell’ordine, etdestrezza de gli antichi, che noi desideriamo, rispetto all’artiglieria, et à gliarchibugi ; tuttavia in ciò almeno s’ingannano, perche opererebbono assai me-glio con l’ordine, che con la confusione. Dicono ancora che gli ordini antichisono difficili, et impossibili a potersi ridurre all’uso dè nostri tempi: nellaqual cosa ancora (come nell’altre fanno) pigliano errore: perchè i soldati an-tichi erano huomini di Contado, et artigiani, et la più parte rozi, et ignoranti;ne meno i Capitani loro erano Semidei , ma huomini come noi altri siamo, etgli ordini sono facili, e chiari a quelli, che intendono i principij, del che mison io a pieno chiarito: imperoche ritrovandomi alla presenza d’alcuni gen-til’huomini pratichi delle cose di guerra; feci fare (per compiacer loro) àcerti galeotti, et guastatori, ch’erano quivi, tutti quei movimenti et essercitiimilitari, che siano possibili a farsi, senza mai commettere disordine, o confu-sione alcuna; si che con minor difficoltà di quella, che molli pensano, si po-trebbono introdurre ne gli esserciti nostri gli ordini, et le regole de gli an-tichi, et mediante quelli (aggiuntovi il valor de’soldati) conservare gli stati,mantenere i Regni, assicurar le Repubbliche, et difender le Città, che così fa-cilmente à tempi nostri si veggono perdere, et venire in mano, et potere deinemici. Essendo io dunque di questo parere, et desiderando, per via dell’al-trui giudilio, far prova, quanto egli sia buono, et saldo; ho più volte fra mestesso pensato di voler communicare al mondo l’ordine, et disciplina dell’an-tica militia, della quale (poi che io n’ebbi i principij dal Sig. Gio. GiorgioTrissino gentil’ huomo dottissimo, e che alle molle discipline, di che egli erasicuro possessore, haveva anco aggiunta la perfetta cognitionc di questa, co-me si può dalla sua Italia liberata chiaramente comprendere) ini disposi divolerne bavere qualche maggior cognilione, et così mi diedi à leggere tuttigli auttori, et Ristorici antichi, i quali hanno di questa materia trattato, ethavendomi per molti, e molti anni continui intorno à così fatto studio affati-calo; quando mi parve d’haverne fatto quell’acquisto, ch’io desiderava; midisposi di volervi inlrodur anco Leonida , et Horatio miei carissimi figliuoli,et giovani (se ciò m’è lecito dire) et di costumi, et di lettere bellissime do-App. a