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Nè resta a dire a V. S. Illustrissime che vi vuole da tre mesi in circa aridur la Canonica di San Marco nelle Sale com’è precetto, il qual tempo sa-rebbe anche più lungo, se si volesse far la Sala in Corte di palazzo, che vibisognerebbe far li muri tutti nuovi con qualche pericolo di Sanità ; che fa-cendosi essa nella Canonica, oltre che si ha il contorno in parte fatto, che èbastante a sostentar il coperto, che si farà, si avanzano poi anche gran quantitàdi Pietre, Coppi, et Vedri che tutti serviranno per il bisogno della nuova fab-brica. E per conseguenza vi anderà manco minor tempo et spesa, che in quelladella Corte, perchè fatti li Conti vi anderà nella Fabbrica di essa Corte daducati 5000. in circa, et in questa di Canonica si farà di manco spesa.
Io Andrea Palladio afermo quanto di Sopra è scritto.
Io Antonio Dal Ponte affermo quanto è Sopra scritto, eceto in quella partedella Sala del Scruttinio, perchè i muri Son sicuri.
Io Simon Sorella affirmo quanto è soprascritto, ecceto in quella parte dellaSala del Scrutinio, perchè li Muri i tengo per sicuri.
Io Francesco de Fermo proto afermo a (pianto a Soto Schrilo M. Antoniodal ponte.
XX.
Illustrissimi et Eccellentissimi Signori.
riavendo V. S Eccellentissime commesso a me Andrea Palladio che debbadir l’opinion mia in scrittura in materia del palazzo abbruciato parlando ditutti quei particolari delli quali è fatta mentionc nella loro scrittura; diròloro con ogni sincerità et verità et con ogni riverenza quello che et per ra-gione et esperienza naturale et per esempio delle cose antiche è mio parere;supplicandole ad accettare in buona parte lutto quello che sarà detto da me,sicure che nell’animo mio non vive altro desiderio che di vedere farsi quelloche sia di perpetua sicurezza di questa Serenissima Repubblica con quella di-gnità che se le conviene, et con più sparagno che sia possibile.
Dirò dunque primieramente quale sia il stato presente di esso palazzo, et(*) Ved. l’Aon. n. 87, e la Scrittura n. XIX.