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L' intera istoria della famiglia, vita, miracoli, traslazioni, e culto del glorioso martire S. Gennaro Vescovo di Benevento, cittadino, e principal protettore di Napoli : dedicata all'illustrissimo ed eccellentissimo signore D. Nicolo Maria di Gennaro... / scritta dal prete Niccolo' Carminio Falcone ; fatica promossa dal P. F. Ilarione da San Pietro
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DI SAN GENNARO LIB. III.

e che può andarsi a legger da chi ne dubitasse ; quel-che si legge in antichi MSS. Qfficì:c\Qh:September*.

anuarii Neapolitani Epìscopi, Ó' martyris . Nond 'ceg!i, che val, perche S. Gennaro fu altrove mar-fhizato, non già martirizato in Napoli 1 così dico,0 , che furon^Napaletani i suddetti, ma martirizatialtrove, che in Napoli,

In altri tempi, in sentir queste mìe pruove, arebbeSbuzzato un Beneventano, tra glaltri, che listessoasseriva; e si credea già con questo aver provato, che^.Gennaro non su Napoletano. Ecco le sue ardimen-tose parole : E quindi Ninnolerò,e ardisco affermare,t bese S-Gcnnajofuse fato Napoletano, trapalataneh notizia , c or/i e da credere , al dilìgentijsmo Vffizia-h ; havrebbe il crudele Ministro al sentir GennajoNapoktano, deposta la sua ferocia , e lasciato di dargliMorte: tanta era la legge , che con Napoli città Grecatenea i imperio Catino . Cosi Napoli sempre amica.e confederata, e non mai Colonia , ne Prefettura , vi-Veneto, con proprie leggi, erasi colla sua avvenenza , eto'benefìci rendutatanto amabile, e tanto rtguardevo-aW Imperatore ed a? Ministri Romani , che non fitegge sofìe mai stata bersaglio delle furie tiranniebt® e meno spettatrice della Romana crudeltà ; e sicura-Mente non vide sparger pure una gocciola di sangue-*distiano. Queste sono le sue parole, che quanto sonottime nella maggiore, altrettanto fon pessime nellaConseguenza. Sappia egli adunque, ed altri suoi pari,ohe i privilegi,che avea Napoli e sua Republica_<;eran di vivere con sua Legge,non che con sue leggi.Tanto che andando per la Campagna ed altrove, daSii Imperiali Ministri non potevano essere molestaticome Cristiani. Ben vero però, che quando voleanopredicare fuori della Repubblica la nostra Leggejal-*ora come persone , che delinguivano in aliena giu-trdizzione, contro glImperiali divieti ; non si rimet-tano in Napoli ; ma giusta il fallo, che si credeva,Orano gastigati daConsoIari della Campagna. Impe-rché chi sarà cosi scemo, che voglia dire , che unNapoletano allora,era appunto come ora un Chieri-co col Tribunal secolare ?Di modo che uditosi essertal città, ancorché reo, si rilasciasse impunito aNapoli. Impunito dico, perche Napoli non gastiga-^ chi predicava la Fede. Quando che oggidì iiChierico rimesso al suo giudice competente,anche dacostui vien punito. Se dunque il Ministro Imperiale°n castigati gli avesse ;ne sarebbe avvenuto, che^»S'ornalmente si sarebbe veduto affrontato senza ri-® _'° da' Napoletani, che senza alcun timore , e conâni confidenza avesser voluto girar per lImperio

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tutto, non che Campagna, e predicar Giesìi Cristo.Ma e cosa questa , che non ha bisogno di più ragio-ni . Cosi S. Gennaro ed altri Napoletani fervorosi,che giravano per Campagna,per questo conto norL.poteronesser rimessi a Napoli; ma furon martirizati;perche non cessavan di predicare.Caduti dal privile-gio di vivere con ma Legge,perche violatori di quel-la legge, che avea Napoli ne'patti della confedera-zione, non che ne gllmperiali Precetti.

Quindi è, che in Napoli,e per gli luoghi della Re-pubblica poteano predicare : ma non già forzare aricever la nostra Legge, o Giudeo, o Gentile, cheabitava: siccome per contrario ne Giudeo, ne Gen-tile , costringea loro, ad abbracciarci Giudaismo oGentilesimo. li che, se non erro , confronta mira-bilmente con quanto Emanuele , autore così vicinoa quei tempi, sopra ci ha fatto udire. Che se mai vo-lesse sapersi, donde ha Napoli acquistato il titol diFedelissima ; si sappia, che sotto i Re, massime sottoi Monarchi Austriaci, a tempi di Carlo V. per la Fe-de osservata a questa Corona , meritò questo titolo.Titolo, che se mai per la Fede Cristiana meritatoavesse; negli Scrittori di dodeci secoli prima di Car-lo I. se ne troverebbe qualcbe-vestigio : come non sitrova, ne pur sotto il Regno deNormanni, e de'Sue-vi, non che nedomini più antichi ; ma bensì quel diEgregia Civitatis .

Tanto ho voluto dirio, che pur mi fono Napo-letano , ingenuamente parlando dellantiche cose_jdella mia Patria. Non ha questa bisogno di mendi-cati inorpellamenti, o di non vere glorie , che lin-grandiscano con maraviglioso poetico. Non ha bi-sogno dadulatori ; bastandole quella gloria e gran-dezza, che veramente ebbe, ed in cui da dugento an-ni a questa parte,più dognaltro tempo è salita. Con-chiudo, che lo scrivere Istoria , non è iscrivere Favo-le o Romanzi, in cui sabbia a seguire il dolce, e nonil vero; e che meglio è, che i Napoletani stessi si curi-no le lor piaghe ( avendo bastante talento, la Diomercé,già di farlo; appetto a qualunque Nazione delMondo ) che non sian loro da Oltramontani medicicon sentimento maggiore ; o col ferro o col fuoco diloro stile, duramente trattate: come si sta faticandoIn atto.

(i 8) Quanto sangue di Martiri miracolosi ab-bia Napoli ; si dirà quando farem parola quello diS.Gennaro.

(19) Di ciò ha parlato Emanuele sopra nel num.17, quando dice, che S-.Gennaro, in convertir suoiPatrioti multa tulìt .

Profezie di San Gennaro, e morte di Ste-fano di lui Padre .

r A p. vili

quella guisa, che fiume o torrente, ingrossato da nevi sciolte, o dat Scosse piogge, rompe ogni argine e riparo, che fi traversi al suo cor-e tal volta in trionfo ne mena,non che saffi ed alberi, ma intiere greg-ed Amenti, nella medesima mi sembra la gran Carità di Gennaro, ac-re sciuta da nuovi influssi dello Spirito Santo, nei ricevuto Sacerdozio^

Gggg . " esse-