ggcii ISTORIA DELLA VITA
essere stata costretta ad uscire per divampare la Terra , e condurre intrionfo a Dio, famiglie intere Gentili. Spedito egli da i Giudei, e da gl Ldolatri, offerano in Napoli ; come nel passato Capo s’è detto ; frequente-mente , come prima, cominciò a riportarsi in Campagna. Ma essendoquesta già divenuta angusta alla grandezza del di lui cuore; cominciò oraa portarsi ne*Picentini,aNocera e Salerno, ed altro; ora ne gflrpiniadAvellino ed Equotuzio, oggi Ariano ; ed or nel Sannio a Benevento eVenafro, Il sin di questo suo viaggiar già si fa quafera ; come di farla daMissionario,co i Cristiani ch’erao per quelle parti;da Apostolo con gl'In-fedelj ; e da Angelo confortatore co i Martin prigionieri, Il rischio, nonv’ha dubbio,ch'era grandissimo;ma perche il guadagno,che ne ricavava,a dismisura superava ogni pena, o travaglio; quindi era, che S. Gennaronon mai ne fece conto veruno. Anzicchè giunse a tal fintrepidezza disua Carità, che più volte si condusse in Roma ( dove più che altrove , sistava allo fcoverto della rabbia Idolatra) per comunicare a' Martiri, par-te di sua Costanza e Fortezza (-).
Andando fuori,e tornando nella sua Patria; quando per qualche in-tervallo in Napoli si fermava,continuamente al Cemiterio andava,giustail suo solito (2). Quindi nel servigio della Chiesa, nella predicazione edammonizione fraterna, esercizio d’insegnar Catecumeni, servigi deli’O-Ipedale ed Ospizio, e che so io ; sempre applicato vedeasi .Faceano spessocorona al Santo, e Chierici e molto popolo, per pascersi di quella fervo-rosa Parola di Dio, che gli usciva dal cuore. Ricorda Emanuele , che unavolta tra falere , che gli stavano molti intorno ; sorpreso da spirito lupe*riore,e come fuori di se; profetizò (poidacchè ebbe questo spirito) duecose,delle quali una per esser tanto funesta,quanto festiva f altra;quasi IV'nimo fuggir vorrebbe di riportarla , alf orecchie de'miei cari Compatrio-ti. Predisse il Santo , che la Pace della Chiesa era già vicina ; come in fattiavverossi : Che TItalia dovea soggiacere ad infiniti mali : E che la sua IVtria dovea ve ni Fu n tempo, che avea ad esser ridotta quasi in desolazioneed esterminio (3). Il che se ancor sia accaduto a Napoli, dopo la mortedel Santo sin’ora, io non saprei dire ; eccetto quella demolizione e deso'lamento, che nel DXXXVII, Belisario ne fece (4). Che se di questa noflparlò 8. Gennaro ; ancora sta in piedi questo massimo flagello di Dio so -pra Napoli , Ben’è vero però, soggiugne Emanuele, che seguì il Santocon dire ; che non per tanto, vi sarebbe stato nel Cielo, chi sempre vivo,pregherebbe per lei. Ciocché, come crede Emanuele medesimo in coU -gettura, volle di se stesso parlare, il gran Martire Protettore (5).
Passm’oltre le Profezie del Santo; al riferire del nostro Monaco 1Imperocché tra gli altri Santuari, dic’egli, che S, Gennaro in Napoli si 6 'quentava; ove più di tutti ogni giorno andava, era la Cappella dell* A^^îdi S, Pietro. Da questo luogo , perche in Campagna allora e fcoverto, *scerneabellamente la Montagna del vicino Vesuvio, Guardandoloadunque una volta, con un sospiro trattogli dal profondo del cuore, & 6