ELEMENTI. Là II.
accademiche, di purificarsi talmente, che po-tesse attingere vn giorno la cognitione dellecose celesti, e diurne, che sue egli dimanda ;Tandem ad sua , poiché l'anima creata al Cielo,eoli, come à proprio centro sen vola; essendoverissimo il detto d’Ouidfo ;
Igneus est nobis viger , & edestis origo.
Anco l'anima, in cui s’accende il fuoco delloSpirito spù-jto Santo, restandosi ben presto purificata,Santo. CQn sfatico assetto si sollieua all’empireo ; bendicendo il mio Concanonico Don Cesso Rosini,neH’Idillio della Pentecoste, se ben souuiemmi ;
Che chi foco diuin porta nè Palma ,
Come al tergo stabbia l’ali a
Al par d'ogni saetta
Al oggetto del Ciel correr «'astretta.
12 Nell’imprese del medesimo Signor DonCarlo,v’è la sfera del fuoco, che circonda quelladell’aria, & rinchiude nel mezzo il globo dellaterra, e dell’acqua ; mà essendo il fuoco in suoproprio luogo, benché vn falcetto di paglia segli veda, da vnamano auuicinato, nulla peròne dinota, il che dichiara il motto ; NEC
Vici- COMINVS VRO; e può fornire per idea distanza. prencipe,che nulla opera con lastra attiuitàme isuoi vicitii.Ciò che à Gesù Christo rimprouera-uano i Nazareni; cioè che facesse di molti mira-coli in Cafarnao, Città straniera , e non in Na-zaret sua patria ; ciò che Cristo affermò d’Elia »,che prouide all’indigenze d’vna Vedoua stranie-»ra, e non d quelle delle papere vedouelle Ifrae-litiche ; ed anco d'Eliteo, che sanò dalla lebbraNaamano, CauaJier Siro, e non alcuno de i Pa-lestini lebbrosi. Lue. 4.
Con Pistessa riflessione ; che il fuoco nella suasfera, ne rilace, ne arde; il P. D. GregorioBolzi, figurando il fuoco, che appreso in nonsò quali materie, con liete vampe fplendeua» gliaggiunse il verso. DA LA SFERA PERO'NATIA LONTANO; e Papplicò alla SantaCasa di Loreto, che diuenne più famosa co’i di-scosta rsi dal naturale suo si.o di Palestina. Di-chiarò Plmpresa il mio D, Saluatore Carducci ;
Fiamma velut rutilai,natali at ab. orbe remota ;
Sic Domus e patrio cimate mota nitet .,Lonta- Molti similmente, splendono più illustri, e glo-nanza-, riosi allontanati dalla patria, che nel natili»vtile. terreno.
13 Al fuoco acceso sopra vn altare, idea estReli- pressa della Religione, sù soprascritto; SINE,
gioii LABE; insinuandosi in tal guisa i sènsi dell’Apo-.puti. stolo S. Giacomo 1.27. Religio mmda,& imma-.culata apud Deum , & 'Palrem est visitare pupil -los , &c. & immaculatum se custodire ab hoc si-culo. Apprendano pur dunque i Religiosi, mi-nistri de i sacri altari, ad imitare le qualità delfuoco, presentandosi esenti da qual si. sia conta-»minatione, ò difetto »
14 Con l’imprcsa d’vn vasto fuoco, entro ilquale ardeuano alcuni strali, vn arco, vna fare-tra , ed vna face col motto ; IGNE IGNEM, suchi dinotò,d'hauere colfuoco dell’amor celeste,estinto, e consumato affatto ogni assetinone ter-rena , dal quale concetto non «'allontanò il wioRiccardo Vittorino, che nel Uh. de SacrificioDauid &^.considerando le parole di Cristo Lue.,I r. ^.Ignem venimittere in terram dice ;!Inondo
bunc ignem Iesus de summis attulit , nunquid interris tunc temporis ignis defuit ? Inuenit abfquedubio ignem teff estremi attuiti autem ignem c£-lestem.hlumvenit exunguere : istumvebementer Spiritoaccendere. Puoisi anco dire, che co’l fuoco dell' Santo,inferno, attentamente considerato «'estingue ilfuoco della libidine » che però il mio D. Grego-rio Comanino,nella prima parte del suo Canzo-niere, introduce U Figliuol prodigo rauueduto,seco stesso à dir così.
Alhor ch’io tutto de la fiamma ardea, ,
Che di lasciuia, e non d'amor la faceEntro nel cor vilissimo accendea,
Per tonni eternamente in Cid la pace,
Correr con la memoria i pur deueaAl fiero ardor dePinfernal fornace ;
E così di paura à poco à poco,
Ammorzar dentro d lui F O C O CON
FOCO,
E Già. Audeno ;
Is facile extittguet Feneris ftagransia tela ,
Qui meminitgehena , qui phlegetontis aqutt.
O veramente fornirà l'impresa per lo castigo dei Pentapolitani, che so co’l fuoco, come con levoci del Caualier Marino la Giustitia Diurna, Castigo-alla tu.rba de i Mondani impuri cosi dicendovada j
Hpr fa pena fa giù nel cieco AuernoPari affollo n’aspet ta ; arderà poiChi visse in foco, in vino foco eterno.
Con lo stesso motto, ; Igne ignem s’inforisce cheproportionandosi la pena alla colpa, ben sog-giace à i castighi del fuoco, chi lì valse del fuocoper instrumenco de suoi eccessi. Luigi Cerchiatoconsiderando la statua di Nerone dal fuoco de ifulmini liquefatta, e consumata, dice che ciòben si doueuaà colui, che poco prima, coniavoracità del sooco, haueua distratta la città diRoma ;
Diruti effigiem fulgur , sternenda JgeronisFulgore , cumpjtius ferrea corda frrent .
Tgon illa in mutflas cecidit dijfratta figuras,smisti formam , sei liquefatta fuarn .
^îbstuierant Rom# primautt incendia vultum ,
Tggc feruanda mali , principis est statua .
Puossi anco incogliere, che il sooco de i viti), Corret-quale diuampa nel cuore d’vn contumace-, esser t ' one --’deue consumato, e distratto con yna corremo- | 3 8‘ lar 'ne ignea, e vehemente. S. Prospero 1 . 2. de Vit.contempi, c. 7. Crimrna. quacunque non fuerintpatienti£ leni medicamento sanata, velut igne^tquodampÌ£ increpationìs vrenda sunt h & cur arida.
15 H fuoco, figurato sopra, saltare, rappre-sentante il fuoco eterno, che già vsauanoi Ro-mani, col motto ; NVNQVAM DEFICIET, Pcr fo-feruì à dimostrare, che la pietà, carità > & zelo uera7 ‘*di S.Carlo, sarebbero stati indeficienti,e sempreperseueranti...Iddio Leuit. 6. 12,. dfoeua; Ignisip altari meo femper ardeb.it per ricordarci, spie-ga S. Gregorio x ; . Mor. 7. che ; tiare Dei estcor nostrum, in quo videtur ignis femper ardere,quia necejfe est ex ilio ad Dominum charìtatis stan-mam indefìnenter ascendere . Allo stesso corpo ^d’impresa può darsi SEPPER INEX.T 1 N- AmorCTVS , che al parere di Paolo Macao Inibì, della-»46. potrebbe spiegare l’amor intenso verso la vinù *virtst;
jlr-