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Mondo simbolico formato d'imprese scelte, spiegate, ed' illustrate con sentenze, ed eruditioni, sacre, e profane / in questa impressione da mille, e mille parti ampliato studiosi diporti dell' abbate D Filippo Picinelli...
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ELEMENTI. II.

accademiche, di purificarsi talmente, che po-tesse attingere vn giorno la cognitione dellecose celesti, e diurne, che sue egli dimanda ;Tandem ad sua , poiché l'anima creata al Cielo,eoli, come à proprio centro sen vola; essendoverissimo il detto dOuidfo ;

Igneus est nobis viger , & edestis origo.

Anco l'anima, in cui saccende il fuoco delloSpirito spù-jto Santo, restandosi ben presto purificata,Santo. CQn sfatico assetto si sollieua allempireo ; bendicendo il mio Concanonico Don Cesso Rosini,neHIdillio della Pentecoste, se ben souuiemmi ;

Che chi foco diuin porta Palma ,

Come al tergo stabbia lali a

Al par d'ogni saetta

Al oggetto del Ciel correr «'astretta.

12 Nellimprese del medesimo Signor DonCarlo,vè la sfera del fuoco, che circonda quelladellaria, & rinchiude nel mezzo il globo dellaterra, e dellacqua ; essendo il fuoco in suoproprio luogo, benché vn falcetto di paglia segli veda, da vnamano auuicinato, nulla peròne dinota, il che dichiara il motto ; NEC

Vici- COMINVS VRO; e può fornire per idea distanza. prencipe,che nulla opera con lastra attiuitàme isuoi vicitii.Ciò che à Gesù Christo rimprouera-uano i Nazareni; cioè che facesse di molti mira-coli in Cafarnao, Città straniera , e non in Na-zaret sua patria ; ciò che Cristo affermò dElia »,che prouide allindigenze dvna Vedoua stranie-»ra, e non d quelle delle papere vedouelle Ifrae-litiche ; ed anco d'Eliteo, che sanò dalla lebbraNaamano, CauaJier Siro, e non alcuno de i Pa-lestini lebbrosi. Lue. 4.

Con Pistessa riflessione ; che il fuoco nella suasfera, ne rilace, ne arde; il P. D. GregorioBolzi, figurando il fuoco, che appreso in non quali materie, con liete vampe fplendeua» gliaggiunse il verso. DA LA SFERA PERO'NATIA LONTANO; e Papplicò alla SantaCasa di Loreto, che diuenne più famosa coi di-scosta rsi dal naturale suo si.o di Palestina. Di-chiarò Plmpresa il mio D, Saluatore Carducci ;

Fiamma velut rutilai,natali at ab. orbe remota ;

Sic Domus e patrio cimate mota nitet .,Lonta- Molti similmente, splendono più illustri, e glo-nanza-, riosi allontanati dalla patria, che nel natili»vtile. terreno.

13 Al fuoco acceso sopra vn altare, idea estReli- pressa della Religione, soprascritto; SINE,

gioii LABE; insinuandosi in tal guisa i sènsi dellApo-.puti. stolo S. Giacomo 1.27. Religio mmda,& imma-.culata apud Deum , & 'Palrem est visitare pupil -los , &c. & immaculatum se custodire ab hoc si-culo. Apprendano pur dunque i Religiosi, mi-nistri de i sacri altari, ad imitare le qualità delfuoco, presentandosi esenti da qual si. sia conta-»minatione, ò difetto »

14 Con limprcsa dvn vasto fuoco, entro ilquale ardeuano alcuni strali, vn arco, vna fare-tra , ed vna face col motto ; IGNE IGNEM, suchi dinotò,d'hauere colfuoco dellamor celeste,estinto, e consumato affatto ogni assetinone ter-rena , dal quale concetto non «'allontanò il wioRiccardo Vittorino, che nel Uh. de SacrificioDauid &^.considerando le parole di Cristo Lue.,I r. ^.Ignem venimittere in terram dice ;!Inondo

bunc ignem Iesus de summis attulit , nunquid interris tunc temporis ignis defuit ? Inuenit abfquedubio ignem teff estremi attuiti autem ignem c£-lestem.hlumvenit exunguere : istumvebementer Spiritoaccendere. Puoisi anco dire, che col fuoco dell' Santo,inferno, attentamente considerato «'estingue ilfuoco della libidine » che però il mio D. Grego-rio Comanino,nella prima parte del suo Canzo-niere, introduce U Figliuol prodigo rauueduto,seco stesso à dir così.

Alhor chio tutto de la fiamma ardea, ,

Che di lasciuia, e non d'amor la faceEntro nel cor vilissimo accendea,

Per tonni eternamente in Cid la pace,

Correr con la memoria i pur deueaAl fiero ardor dePinfernal fornace ;

E così di paura à poco à poco,

Ammorzar dentro d lui F O C O CON

FOCO,

E Già. Audeno ;

Is facile extittguet Feneris ftagransia tela ,

Qui meminitgehena , qui phlegetontis aqutt.

O veramente fornirà l'impresa per lo castigo dei Pentapolitani, che so col fuoco, come con levoci del Caualier Marino la Giustitia Diurna, Castigo-alla tu.rba de i Mondani impuri cosi dicendovada j

Hpr fa pena fa giù nel cieco AuernoPari affollo naspet ta ; arderà poiChi visse in foco, in vino foco eterno.

Con lo stesso motto, ; Igne ignem sinforisce cheproportionandosi la pena alla colpa, ben sog-giace à i castighi del fuoco, chi valse del fuocoper instrumenco de suoi eccessi. Luigi Cerchiatoconsiderando la statua di Nerone dal fuoco de ifulmini liquefatta, e consumata, dice che ciòben si doueuaà colui, che poco prima, coniavoracità del sooco, haueua distratta la città diRoma ;

Diruti effigiem fulgur , sternenda JgeronisFulgore , cumpjtius ferrea corda frrent .

Tgon illa in mutflas cecidit dijfratta figuras,smisti formam , sei liquefatta fuarn .

^îbstuierant Rom# primautt incendia vultum ,

Tggc feruanda mali , principis est statua .

Puossi anco incogliere, che il sooco de i viti), Corret-quale diuampa nel cuore dvn contumace-, esser t ' one --deue consumato, e distratto con yna corremo- | 3 8 lar 'ne ignea, e vehemente. S. Prospero 1 . 2. de Vit.contempi, c. 7. Crimrna. quacunque non fuerintpatienti£ leni medicamento sanata, velut igne^tquodampÌ£ increpationìs vrenda sunt h & cur arida.

15 H fuoco, figurato sopra, saltare, rappre-sentante il fuoco eterno, che già vsauanoi Ro-mani, col motto ; NVNQVAM DEFICIET, Pcr fo-feruì à dimostrare, che la pietà, carità > & zelo uera7*di S.Carlo, sarebbero stati indeficienti,e sempreperseueranti...Iddio Leuit. 6. 12,. dfoeua; Ignisip altari meo femper ardeb.it per ricordarci, spie-ga S. Gregorio x ; . Mor. 7. che ; tiare Dei estcor nostrum, in quo videtur ignis femper ardere,quia necejfe est ex ilio ad Dominum charìtatis stan-mam indefìnenter ascendere . Allo stesso corpo ^dimpresa può darsi SEPPER INEX.T 1 N- AmorCTVS , che al parere di Paolo Macao Inibì, della-»46. potrebbe spiegare lamor intenso verso la vinù *virtst;

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