VERA MEN E curioſo Proble-ma, e degno di conſiderazione(Accademici Nobiliſsimi) quel-lo, che Ariſtotile nella ſeſsione 30.
ropone; onde auuenga, che dagli antichi foſsero propoſti Pre-* mj a Lottatori, Cladiatori;& alri che delle forze del Corpo faceuano publiche proue,
Ind a Filoſofi, che delle nobiliſsime doti dell animo
poteuano far pompa, niun guiderdone foſse ſtato aſse-
pnatoʒ ed in vero non e già credibile, che que Sapienti
tanto rinomati della Grecia, da quali gl Olimpiaci, g.
Iſtmici, i Corinti,& altri giuochi erano ſtati inſtituiti
haueſlero per ſolo diſprezzo della Filoſofia tralaſciatodi conſtituire a ſuoi profeſsori conuenienti rimunera-tioni, onde è, che Ariſtotile imagind eſsere ciòzuuenuto, perche ſe doueuano i più Sauj tra loro diſpu-tare, non rimaneua chi più di loro lapiente poteſse la-pate di Giudice ſoſtenere, ò pure(che mi par me-glio) perche douendo eſser di maggior ſtima il pre-mio; che opera premiata, niun premio poteua tro-ö uarſi, che al valore della prudenza, del ſapere s aggua.glialse. Ed in fatti ſe& vero cid, che fü parere de gliStoici, che la ſola virtù è premio di ſe ſteſsa, e queſta-conſiſtendo principalmente nella verità, non haueua-no que Sauj. Greci premio da proporre à cos ne bileabbattitento, che maggiore foſe di quella verità, cheda loro medeſimi filoſofando poteuano acquiſtare i di-
ſputanti. A 1 Nul-
e