lo, che al Caſo noſtro s aſpetta aſſaĩ ci ſi fa paleſe, qualhora conſideriamo quell effetto, che non di radoſo-gliamo oſſeruare in due Corpi ſolidi che habbiano leſuperfic ie cosi fr loro ſimili, che ret iprocamente vnaall altra s adattino, come ſono due Laſtre di Vetro eſat-tamente piane, ð vna concaua, e Faltra conueſſa dc.gualĩ sfericità, e ſimili, poiche queſti cosi tenacementevniſcono, che faticoſo rendono lo ſtaccarli di nuo-uo, ne quali effetti chiaro vediamo, che quanto minorilono le ſuperficie, che cosi fià loro s attaccano, tantomeno di fatica richiedono alla ſeparatione, i come peraltro quanto pill eſattamente s vniſcono, piùtenaco-mente reſiſtono al diuiderſi, che però ſe concepiremovna gran mokitudine di piccioli Corpiccioli che peralcuna poca portione delſa ſupetficie oro vno alb altreadlattino, come potiamo ſupporre ſiane i Corpi fluidi,ci reſta facile lintendere; che da tale aderenza naſceràineſſa quelleffetto, che viſcoſità addimandiamo.
La cagione di queſti effetti dal Dottiſſimo Gali-leo viene attribuita al vacuo, ſi come ade ſione delleparti mivime de Corpi ſolidi fra di eſse, à piccio-liſlimi vacuetti, pur frà quelle diſſt minati egli aſcri-ue, il che ſe ſuffic iente ſia, Io non voglio per hora ri.cercare; baſtici che vero& lbeffetto e che in natura vi ela cauſa, che lo produce, poic ke ſe cid admeſſo conſide-raremo, che ponno eſſere alcuni liquidi, le parti de qua-li ſolo in punti FVna haltra ſi tocchino, come ſare be ſedi picciole sfericciuole foſſeto compoſti; e queſti al
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