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Volume terzo.
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CHIESA

DI

SANTA MARIA DEL POPOLO

uesta chiesa contigua a Porta Flaminia o del Popolo si può annoverarefra le più insigni di Roma , tanto se si ha riguardo all’antichità sua,quanto per le belle opere d’arti di cui è arricchita. La popolaretradizione vuole che fosse fabbricata dov’era il sepolcro di Nerone .Il certo si è che Pasquale II volle purgare quel luogo da ognimemoria del paganesimo, e però nel 1099 eressevi una cappelletti,in cui consacrò un altare. Il popolo romano ad eternar la memoriadi questo fatto, nel 1227 edificò a sue spese la chiesa di cui parliamo,ponendola sotto l’invocazione di Santa Maria del Popolo . In seguito,Gregorio IX ivi trasportò dalla cappella del Salvatore nel Laterano , la divota immagine di Maria,che oggi si venera entro la cappella dell’altare maggiore.

Sisto IV fabbricò di nuovo la chiesa co’disegni di Baccio Pintelli; nella nostra Tavola XLVè dato il prospetto, nella seguente la veduta interna.

Salito al pontificato Giulio II , volse tosto il pensiero a questo tempio e l’adornò con pitturee con scolture di molto pregio. Alessandro VII finalmente fu l’ultimo ad abbellirla, e fecelocon disegno del Bernini . Facciamoci adesso a parlare delle parti interne del tempio, in cui sientra per tre porte, una grande nel mezzo, due minori nei lati, innanzi alle quali è unascalinata.

La prima cappella da mano diritta entrando è dei signori Venuti, ed appartenne altre voltealla illustre famiglia Della Rovere. In essa le pitture del Presepe con S. Girolamo e i dipintidella vòlta sono tutte opere stimatissime di Bernardino Pinturicchio scolare ed aiuto di PietroPerugino . Di queste nominate pitture abbiamo scelto di trattare coll’incisione quella del Presepeche riguarda il quadro maggiore di questa cappella (v. Tav. XLVII). In questa medesima cappellaosservansi due splendidi monumenti che meritano di essere menzionati per la bontà di lavoro,e per la rinomanza dei personaggi, a cui son posti, il primo che esiste dal canto diritto di essacappella, ed appartiene al cardinale Giovanni De Castro spagnuolo, morto sotto Giulio II , l’altrodicontro è di assai semplice e bella architettura, tutto adorno d’intagli di un pregio raro, presentaun’urna col corpo del defunto sopra disteso, superiormente a cui è l’immagine di Nostra Donnacorteggiata da due angioli: qui riposano le ceneri di Cristoforo Della Rovere, cardinale di S. Vitale,