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attrappar le pioggie. e le guazze. Nonavendo esse di che vivere in casa pro-pria , sono costrette a trarre il loro ali-mento dall’ampio magazzino dell’atmosfera.
Non è però , che le piante non for-nite di tali stromenti non abbiano essepure i mezzi di far la loro provvigioned’acqua. Anche quelle che sembranoinermi ed ignude, anche le morbide eliscie, hanno i loro artifizj per procu-rarsene.
Ve n’ha, che portano sparso sullefoglie e sulle corteccia, come il noce,un certo pingue ed attaccaticcio , mira-bilmente proprio a ritenere come invi-schiate le goccie dell’acqua, che vi siappiccano , e vi restano pensili per alcuntempo, anco se la foglia sia inclinata alsuolo , e molto più se sia raddoppiata ,o frastagliata, o dentata, o merlata all’in-torno , formandovisi quasi tante perle, ogemme, come son quelle che si veggonocolmeggiare dopo la pioggia sulle fogliedel cavolo.
Ve n’ha, che portano i petali, e i