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fiori, conformati a tazze, a calici, acampane , ovvero attortigliati a tromba,a corno, a imbuto, a chiocciola, non v’èin somma, non v’ è dal cedro del Li bano alla violetta, che infiora il marginede’ruscelli, pianta alcuna, la quale nontenga la sua urna , e la sua coppa pre-parata per attingere F acqua, che cadedal cielo n .
Sarebbe impossibile l’annoverare tuttigli ordigni, e tutti gli artifizj, con cuile piante conquistano le pioggie, e par-tecipano quindi della larga bevanda, cheloro dispensa la natura. Dopo ciò, chene pigliarono gli arbori sublimi, ne ri-cevono la loro porzione anco le pianteminori, e fino F erbe più infime e basse,quelle contentandosi della seconda mensacome i domestici de’Grandi, e queste deiloro rimasugli, come il popolo minuto.
Qual immensa quantità d’acqua nondev’essere dunque dalle selve assorbita,° arrestata, 6 ritardata in tanti piani,in tante loggie, in tante stazioni, per
a $. Piene Etud. de la nat. torri. 3*