i'9*
ebollizione dèlia caldaja sulla superfìcie, sono fa-cili a sgombrare colla sola scumarola , molto più, elioad esse trovati riunita una materia viscosa tenace?ohe F avvolge ed inviluppa . Questa prima operazio-ne, che pare non aver bisogno ehe della sola pazien-ta, e materiale visione, può rendersi maggiormenteUtile, quando * misura, che vengono tolte tutte quel-le materie fecciose, vi si getti piccinissima e refrat-,ta dose di calce in fina polve, che si attacca imme-diatamente a tutto ciò, che non era apparente, e gal-le ggia sul momento una certa panna, contenente im-purità meno voluminose. lì >ugo presenta un’appa-renza di limpido, che in questo stato dalla prima cal-daja detta grande si passa nella seconda , a cui si edato il nome di netta , espressione univoca per desi-gnare un recipiente, ove deve purificarsi il sugo priadi abbandonarlo alla terza «aldaja ; ivi dunque la ne-cessità porla di far u?o della calce viva in tantaquantità, che la prudenza suggerisce , avendo riguar-do alla quantità del sugo, alle qualità di canne per-fette o no, secondo il terreno, in cui erano piantate;se ne conosce subito il buono, o cattivo effetto dallacopia di seconde fecce, che nuotano sulla superficie,e 1’ accorto direttore si delibera ad impiegare alnisalt alcalini , quando la calce non è stata molto ei-iùace a strappar le ; a questo soccorso si aggiunge »