tero manipolarsi i zuccheri colle medesime cognizioni,e principi che si conoscevano in Sicilia , nella Spagna ,e prima di tutte nell’ Arabia , dalla quale si propagaronoper quelle vie, che abbiamo segnate; conseguenza di tut*tociò si è quella , che i zuccheri generalmente fab-bricati con metodi perfettamente uguali non poteva-no avere, che una qualità istessa, salve alcune imper-cettibili differenze.
Val poco il dire, che la diversità d’un climamolto più caldo di quello di Sicilia , avrebbe dovutoinfluire sopra una maturazione anticipata , e per con-seguenza dare un prodotto migliore; 1’ esperienze fattecoi nuovi lumi di storia naturale, e che hanno dilatatala vegetazione della canna da i 3 a 18 mesi , non eb-bero in veduta, che i gradi di latitudine dell’ Ame rica ; la perfezione dello zucchero superiore alla no-stra, si verificò nell’ epoca istessa, e per giusta illa-zione, dovette lo zucchero non esser buono, quanti®si regolava coll’ antieo sistema di mesi dieci circa ;il fatto poi, che per due secoli circa, concorse ugual-mente , e 1 ’ America , e la Sicilia nella parità deiprezzi, prova ad evidenza, che uguali ancora dovea-no essere le qualità dei zuccheri manipolati con me-todi simili, con princìpj non differenti .
E’ finalmente incontrastabile, che posti in «se-«azione i nuovi ritrovati, ne nacquero ; coltivazione