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Sul richiamo della canna zuccherina in Sicilia e sulle ragioni che lo esiggono / di G. V. e P.
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Il terzo, e quarto numero si spiegano col fatto-verificato in tanti pascati secoli ; le canne iuaffutenon una, ma più volte la settimana, non potea-no, che abbondare di molto mele, e di pochi,dinasale essenziale dolce, inceppato , ed inviluppalo fratante tenaci, e mucilagino.e maierie ; La comeguen-za era quella di dover molto lavorate con notabiledispendio, e non aver di ritorno, che un prodotto dicattiva qualità con molta parte sciropposa , e mela-ta , che di sovente superava lo zucchero i-teoso .

Questi vizj dipendenti tutti da false teorie, del-le quali non si seppe mai in Mcilia il contrario,costringevano i manifattori a dover consumare unaquantità immensa di legna, * distruggere per dir co- boschi , per eliminare uno aggregato di 'sostanzeindigeste, e nuotanti in una sovrabbondante acqua, che

(i) Avendo chiesti dei schiarimenti in Avola da per-sone maggiori dogni eccezione, sulla <oltivazione attualedille canne, ihe per pr rticolsre diletto hanno (O serva-te, io scorgo, che il modo corrisponde all antico da mecennato } ma per 1irr gazione, di cui nei citati monu-menti *non si trova, che la generale espressione, vengocon m'a sopresa a rilevare , che le canne sono inaffiatefino a tre volte la settimana ^ pratiche, che cesserannonella la Sicìba , dopocchè si gusterà la nuova teoria i»tutta la sua «ritenzione .