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Sul richiamo della canna zuccherina in Sicilia e sulle ragioni che lo esiggono / di G. V. e P.
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tarj per rinfrancarli, «i è quello dello zucchero; no*può questo prezioso sale e.irsrsi da tante eterogeneesostanze, che lo circondano, senza il soccor.,0 del fuo-co; maggiore si era l 1 antico consumo .ielle lesina percacciare la copia in.men a di farli n. n ancora ma-,ture della canna, che si tagliava a due terzi appenadi sua vera durata, capace solo di preme, ere il coi ri-spondente frutto; ecco un perenne sboscali ento perservire quei trapped, eh* non poteano alnimenii co-miu'iare, e perfezionare le eozioni . Soffrirono mol-tissimo i ho c hi di Sicilia ; vennero quasi dis.ru f t©le foreste tii S. Domingo, e di altre Colonie Anten-ne, quando correvano coli antico sistema, ma col nuo-vo si è dato ripeto a tutti quegli alliet i, che comin-ciarono a popolare nuovamente le pianure, ed i mon-ti deserti ; la ,ola desierai» canna è stala rime..io perse stessa, ed ha supplito a tutti i pa-sati itisi gni.

I cilindri tii nuova intenzione sono appuntoquelli, che compì minilo, e non ui.-iruggono le cannezuccherine, che intatte, e senza umore alcuno in po-chi giorni si diseccano perfettamente , e si chiama-no in America Bagassa . Di que le appunto, e n. ndi altri combustibili fanno «dualmente u o ie Colo-nie tutte, (1} giacché le canne perfette nella loro ve-

(0 Le nombre des fiegre* , epu 011 me; a chaiier