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dei consimili presso i proprietarj di tutte le altre fat-torie di zucchero di già menzionate, e sopratutto nell%più considerevole dei Duchi di JVlonteleone, che ne hacontinuati i lavori ( sebbene per diletto) fino al mezzodel Secolo t8; considerando però, che il sistema fn sem-pre uniforme in tutta la Sicilia , ed avrei per conseguen-za trovati uguali maniere, eleggi sulla coltivazione del-le canne, e sulla manipolazione dello zincherò, mi sortdeterminato a limitare le mie fatiche a t|tiellesole car-te pubblicate, anziché accumulare delle inutili ^petizio-ni, ed abusare eli vantaggio della pazienza dei leggito-ri} deploriamo piuttosto la sorte di quest’ Isola, che al-la ridente, ecl utile pianta della canna zuccherina, ha ve-duto succedere in alcuni luoghi (a) il letale , e mortiferovegetabile del Riso , (b) diesi tenti una volta sostitui-re a quest’ ultimo il Riso Cinese a secco, e far ritorna-re la prima nelle campagne tutte della doviziosa Sicilia .
(a) In Roccella vi era una fattoria di zucchero, ecol soccorso medesimo di quell’ acque , che inaffiava-no le canne, si appaluda il riso acquaiolo; nelle pianu-re deliziose di Hi;,eia, ove per antica tradizione signo-reggiavano le cannamele, che il fiume di Verdura in&f-fìava, si e verificata la medesima micidiale surrogazio-ne^ Tocca ancora al fiume di Btlai di far 1’ istesso conquelle acque, che irrigavano le canne etc.
(b) Sul riso secco.
Memorie lette all’ Attneo di Brescia , da ClementeRosa. Milano iSa4