P $ Relazione delle dtecisette Provincie
Cavallerìa daVoì 'póste iti piedi ; e per la Flotta , thè tenevate in Al are^>avanti alle nostre Costiere , quanto per le vive instarne, che facevano li gio-stri Ambasciatori nelle Corti iella maggior parte de Principi , per impegnar-li itifieme con Voi centro il nostro commercio , nel che Âsoi Jodisfacestimoalle léggi della prudenza , & alla protezióne de nostri Popoli . Vi diciamoparimente , che rinforziamo le nostre armi per M are per‘Tenace che quandofaranno nettò stato , Che habbiamo determinato , le impiegareìno in ciò , ché
far à da noi stimato più convenevole atta nostra Dignità , del che non starnotenuti a renderne contò k persona Che sta.
Cipmnettiamó , che Dio benedirà ifucCeffi delle giuste risolutionì -, cheprenderemo , e Che faranno approvate da tutti quei Potentati , che non fi sa-
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irò i nostri interessi quei Principi , nella Corte de quali è stata piiblicata, pris-ma che Afoi Phabbiàmo smunta, pregando Dio , che vi tenga nettasua sana-ta guardia .
LUIGI.
intuentecon laFrancia »
RÌceuutasi dalli Stati Gèherâli Questa lettera -, e beh conoscendo,th’era foriera d’ima aperta dichiaratione di guerra ; e cominciandodere alla 1 àd apprendere ( benché mi lan tallero esteriormente il contrario ) leguerra fm armi Francesi dirette dallo stesso Rè abondante di danaro > di Capita-ni espefiméntâd -, e di Soldatésche àguerrìte ; sollecitarono per-ciò con ógni ardore rarmarhentó * deliberando d' accrescere le loroMilitie sino à Ottanta mille Combattenti ; e pesche v*era bisogno d’unGeneral supremo;, la cui autorità valesse à tener in buona corrispon-dènza li Capi subordinati ; perciò doppo molte consulte » che feceroaU’Haya , m concluso a hefslm^ altro potersi conferire Carica lìmi'le ; Fuor eh' al Principe d’Oranges, quâU se beh giovine d’anni, &inesperto della guerra, era nondimeno dotato di gran spirito, e viva-cità , e col solo credito desia sua Casa poteva rendere > seghalatissimiserviti) alla Republica, e dar fineà tutte le gare , e competenze, eh 5altre volte tanto pregiudicarono à gì’ interessi communi; oltredi che Vi militava Un’altra considera tiene di gran riflesso nelle congionture d’all’hora -, &era, che con quest’elettrone si faceva cosagrata aÌRè BrìttânicO suo Zio > dal quale speravano assistenze^più tòsto àd’elsi cóntro la Francia, che unione con questa à loro dan-ni ; e si lusingavano d’ haverle più facilmente , quando vedes-se impegnato il Nipóte , Se in lui consento il supremo co-mandò ; cosa , che sua Maestà medesima bave va sempre desi-derata banche altre vòlte promossone gagliarde prattiche : Con-trarioronòperò sempre à questa deììberatione 1? due fratelli Giovan-ni * è Cornelio de With, quasi nutrendo in capo pensieri simili à quellidel già Barnavelt,che, per haver voluto contrastar coi Principe Manritio, fu poi per la sua autorità fatto decapitare, non è stupore, che
Tîàbbi- )