Astronomìa greca.
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Talete'di Mileto viene riguardato comeprimo che abbia diffuso nella Grecia lecognizioni veramente scientifiche dell’astrono-
mia . Di latti egli ne aveva preso gli ele-
menti nell’ Egitto ; ma li estese colle pro-prie meditazioni, ed a lui dee riferirsi il no-
tabile movimento che si eccitò allora in que-
sta scienza, e che andò sempre aumentandosiper più secoli . Egli insegnò a’ suoi concit-tadini la cagione della ineguaglianza de’ gior-ni e delle notti ; spiegò loro la teoria degli
ecclissi , ed il modo di predirli ; egli mede-
simo pose in pratica la sua arte sopra unecclisse di sole, che avvenne effettivamente poco
tempo dopo , come lo aveva annunziato. Tut-
te queste cose parvero allora sì nuove , e sìstraordinarie, che diedero a Talete la più altariputazione , e gli trassero una moltitudined’illustri discepoli. In questo numero vienecitato principalmente il filosofo Anassiman-dro, chè divenne di lui successóre nel postodi capo della scuola di Mileto .
Anno Anassimandro ebbe qualche idea dell*
inn.C. rotondità della terra: a lui si attribuisce
l’invenzione de’ globi celesti e delle cart®