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rio ; finalmente , n’ esiste ancor* nna
Anno traduzione , fatta da Avieno che vivevaxun.G
38o.
Teodosio.
terza
sotto
Mentre 1’ astronomia faceva passi tantograndi nella Grecia, era coltivata con suc-cesso da alcuni popoli occidentali dell’ Euro-pa . Si contano in questo numero gli anticìiiGalli. Gesare (i) riferisce che i druidi tra leistruzioni che davano alla gioventù , le inse-gnavano particolarmente ciò che riguarda ilmoto degli astri , e la grandezza del cielo edella terra, cioè a dire f astronomia e lageografia. Se i Galli non hanno lasciato os-servazioni; e se il tempo le ha distrutte, noisappiamo però che erano versatissimi nellanavigazione , che è essenzialmente connessacolf astronomia , Domenico Cassini (a) , nelsuo saggio sopra Y origine ed i progressi deirantica astronomia , racconta che essi avevanofondato delle colonie su le coste di Spagna ,sul Ponte Eusino , ed in molti altri luoghi.
Piteo, celebre astronomo, nativo di Mar-inn"c S'S lia ’ osservò in questa città f altezza meri-38o. diana del sole , nel tempo de’ solstizj , pes
(1) Corri, lib. i .
( 2 ) Ant. Meni. dell Acc . toni. vii».