renze de" pianeti , con un meccanismo com-plicatissimo e pochissimo verosimile , in cuiadoperava moltissimi cerei)j incastrati gli uninegli altri, e sottoposti a movimenti contrari,pressoché incompatibili - Ma poteva egli farmeglio nel tempo che visse , ignorando , onon osando ammettere il molo della terra ,che spiega lutto ciò in un modo così sem-plice; e non merita egli qualche riconoscenzadi avere almeno data l’idea di chiamare lameccanica in soccorso dell' astronomia ?
Sotto Àntioco-Gonata re di Macedonia ,Arato pose in versi greci , per ordine di que-sto principe, V astronomia conosciuta a’suoitempi. Questo poema, a noi pervenuto tuttointero , è diviso in due libri , il primo deiquali , sotto il titolo di Fenomeni , contienela spiegazione della sfera di Eudosso ; 1’ altrointitolato i Pronastici , non nel senso dell’astrologia giudiziaria che allora non avea peranche inietta 1 astronomia , espone i segnifìsici , forieri della pioggia , e del tempo belloo cattivo . Egli ebbe molta riputazione tragli antichi . Cicerone ha tradotto in latino iJ'enomeni', noi abbiamo altresì una gran partedel poema , tradotto nella medesima linguada Germanico , quel principe sì caro a’ Ro-mani , vittima della crudele gelosia di Tibe-
Anno
i iì n ( j ,
276.