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Saggi di Naturali Esperienze fatte nell'Accademia del Cimento : preceduta da notizie storiche dell'accademia stessa e seguitata da alcune aggiunte
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dittori come opponga il più delle volte il silenzio ; o rispondendo,come, con quella dolcezza di carattere tutta sua propria, li vadariconducendo sul retto sentiero, pregandoli a ripetere le osserva-zioni. Gran numero di cadaveri umani, di quadrupedi, di pesci,di rettili e di altri animali, per venire a cognizione del vero , ebbeagro di sezionare ed esaminare il nostro naturalista, auspice Ferdi-nando II, siccome egli medesimo ci narra. A soddisfare il desideriodel Principe più volte in faccia a tutta la Corte potè smentire le piùradicate false credenze, la fallacia di tanti decantati rimedj, leimposture di tanti ciurmatori, e così, di là dove è ben raro chepenetri, fare uscire la luce del vero. Possiamo dir senza esage-razione che il Redi nello studio delle leggi della Natura viventeritrovasse tante verità, quante ne avean trovate nello studio dellaNatura inorganica gli Accademici del Cimento. Pare che in premiodel candore con cui si dava alla ricerca della verità, si lasciasse lanatura sorprendere dovunque il Redi volgesse lo sguardo ; mi fannodi ciò testimonianza le osservazioni sugli agrumi, e la relazione diquelle gocciole lagrime o perette o fili di vetro che rotte in qual-sivoglia parte si stritolano, tema che avea occupato già la mentedel Gorelli, del Montanari, del Rossetti e d’altri Accademici, mache la sagacia del Redi seppe per ogni lato esaurire. Dalla granscuola del Redi uscirono il Cestoni, il Bonomo, il San Gallo, ilDel Papa e il Lorenzini il quale nelle sue osservazioni sulla torpe-dine, che videro luce nel 1678, raccoglie tutto ciò che il sagaceingegno del di lui maestro aveva con tanta finezza d’osservazionesaputo trovare in quello stupendo animale, di cui ci diè primoun’ esatta descrizione anatomica, notò distinto l’organo che pos-siede la virtù eccitatrice, e con tanta verità ne discorse gli effetti,e quella ingegnosa e modesta ipotesi che a spiegare quel fenomenosemplicissimo poteva essere allora più conveniente, cosicché dalleosservazioni del Redi fino all’ epoca del Reaumur inclusive la storiadi quell’ animale non si accrebbe di nuovi fatti, e tutto ciò che fudetto e narrato in quel periodo, o fu incerto e favoloso, o fu unripetere ciò che il nostro Accademico avea già veduto e trovato.Ma quegli che più d’ogni altro onorò la scuola del nostro Aretino,