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Farmacia e della Medicina, e dirò ancora con utilità diretta del suoMuseo Naturale; perchè a ricambiare quei ragguardevoli personaggiche più volte gl’ inviavano in dono, o gli presentavano prodottirarissimi e curiosi sia della Spagna o dell’America o della China,regalava loro, con fiducia di nuove spedizioni, varie scatole di me-dicamenti ed essenze della sua fonderia, con avidità ricevute esospirate da tutti.
E come appunto lo studio della Storia naturale e particolarmentequello della Botanica accrebbe riputazione alla già nota FonderiaMedicea, nello stesso modo quello studio medesimo e più diretta-mente quello del regno minerale dette incremento alle due fabbrichecolle quali la nostra Toscana maravigliava già le altre nazioni; parlodei lavori delle pietre dure, e della Cappella dei depositi in San Lo-renzo, delle quali, la prima ( che sembra nostra esclusiva, sebbene ilColbert col favore di Ferdinando tentasse in Francia introdurlaove non prese terreno ) vide allora coll’ acquisto di nuovi materialiestendersi la preziosa tavolozza de’ suoi colori, e la seconda dinuovi marmi incrostarsi le splendide sue pareti. Con questo mi-rabile accordo le scienze e le arti reciprocamente si favorivano;e la Toscana si mostrerebbe nella storia della Minerologia ancorpiù benemerita se, così come concepite e distese, state fosseropubblicate allora due opere delle quali non debbo nè posso tacerecioè, il Gioielliere raccolto da vari autori di Barnaba Ziarpiti, incui si trattava delle pietre preziose, delle loro qualità ed usi, delmodo di lavorarle e delle sopraccennate due fabbriche; e la de-scrizione che fece Monsignor Leone Strozzi della sua stupendaraccolta di marmi antichi e moderni, colla preziosa indicazionedelle località e delle cave, e queste se attive se oziose o seperdute, e come si usassero e dove se ne vedessero adoperati ipezzi più ragguardevoli; lavoro insomma concepito con modernoaccorgimento, e che bello ed utile sarebbe a leggersi anco neitempi presenti.
Lo studio del gran Libro dell’ Universo fu carattere distintivodi quella età, e quei due Principi più facilmente ammirabili, cheimitabili, a quello scopo santissimo seppero rivolgere anco quanto