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per altri fu vana pompa o trastullo. Perocché le loro caccie ela pesca frequenti e preziosi materiali somministrarono alle ricer-che del Borelli, del Redi, del Bellini, dello Stenone, del Fracas-sati, del Malpighi; e quegl’indefessi ricercatori del vero, trassernon poche nuove notizie dal serraglio dei varj animali che nelReai Giardino di Boboli a vantaggio delle scienze, non a sterilefasto, Ferdinando e Leopoldo accrebbero, e che fu popolato alloraper varj Uccelli singolarissimi come Struzzi, Anatre e Cicogne, lamassima parte dall’Affrica pervenute, delle quali la descrizioneche ci resta è sì scarsa che mal si potrebbero riportare a specieora conosciute; siccome fu bello a vedersi per leoni, capre e mon-toni dell’Egitto e di Barberia, e per quel nuovo quadrupede ve-nuto dal Brasile e si disse capihara o porco di fiume, forse quelrosicatore americano che i moderni chiamano Cabiai, non che perquel famoso elefante di mediocre statura il quale venuto in Fi-renze, ove pagando si faceva vedere ai curiosi, fu dal Granducaacquistato e poi ritrattato dal celebre Subtermans, cantato dalBoninsegni, e preparato in scheletro dall’illustre Bellini; scheletroche tuttora figura, monumento storico, nella raccolta dei Mammi-feri del Museo Fisico Fiorentino.
Dopo le discorse cose non sarà da maravigliare se allora quelgran movimento, quell’impulso, quell’operoso e caldo favore chei due Principi apertamente dettero a tutte le Scienze, si esteseanco in molti particolari, e in Italia e fuori si propagò e si diffuse;se parecchi viaggiatori scesi a bella posta dalle Alpi per visitarel’avventurata Toscana, come apparisce manifesto dal carteggiodell’universale Magliabechi allora dittatore della letteratura Euro-pea, ammirarono ed esaltarono la corte di Ferdinando e di Leopoldonon per fasto, ma per dottrina splendente, e ricchi dell’Italianasapienza ripatriarono ; se i più dotti e profondi ingegni d’allora,questa Terra di rigenerazione altamente magnificarono, e se leopere più pregevoli in ogni ramo dello scibile umano apparverofregiate col riverito nome di quei Principi benemeriti.
Ed ove ne piaccia qui ricordare ciò che per Ferdinando sifece a comporre la pace non che del suo Stato ma dell’ Italia; come