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nulla potesse esser più nostro, ma tutto di necessità dall’ esteropervenire.
Tolga però il cielo eh’ io voglia inferirne per questo che sispegnesse in Italia quella potenza d’ingegno che in ogni età esopra ogni altra nazione la fece e la farà pur sempre ammiraree rispettare dagli uomini più illuminati e sinceri. Imperocché mi èben noto, e lo ricordo qui di buon grado, che avendo la nostranuova sperimentale Filosofia fatto maravigliare col franco, sicuro erapido avanzamento dato alle Scienze Fisiche, invogliò a conside-rarne il metodo per applicarlo alle Morali ed Economiche; quindisucceduto allo studio dell’Universo lo studio dell’Uomo, potè lanostra Italia incominciare il nuovo secolo col Gravina e col Vico,e terminarlo col Filangeri e col Beccheria.
Quell’epoca stupenda e gloriosa, quella nuova e sicura Filo-sofia, quel Sommo che le fu padre, quella schiera di eletti Ingegniche rifulsero della luce di lui, e la propagarono, volle con sapienteaccorgimento il Secondo Leopoldo che fossero ricordati ed onoratidall’ età che viviamo; nella quale non solo ci è dato poter contem-plare a colpo d’occhio con mirabile ordinamento disposte le tantee luminose verità che emersero da quella celebre Scuola, e tuttele altre moltissime che ad illustrar lo studio della natura da quelleprime derivarono; ma più ancora perchè in questa età meglio chein ogni altra vedemmo alle più stupende scoperte succedere le piùmirabili applicazioni, come al concetto della mente l’opera dellamano. Cosicché se non vi era illuminato intelletto che potessedubitare della verità di quella Toscana Filosofia, non vi è umanointelletto che possa nell’età nostra impugnare la di lei utilità;nell’età nostra che vede attonita la luce dipingere, l’elettricitàscolpire, e colla dottrina del calorico cancellate sulla terra le di-stanze, e triplicata la vita degli uomini.
E se fu degno della mente del Granduca Leopoldo Primo, aldi cui nome palpita ogni cuore^ toscano, il concetto di fondare ilMuseo Fisico Fiorentino a piè di quel colle appunto sul quale avevalasciato la travagliata sua spoglia il divino Galileo, destinandoloallo studio delle leggi e degli esseri della natura, e raccogliendovi