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Saggi di Naturali Esperienze fatte nell'Accademia del Cimento : preceduta da notizie storiche dell'accademia stessa e seguitata da alcune aggiunte
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alle volte , prima eh’ ella ci mostri la verità manifesta, dopolevati que’ primi velami delle falsità più palesi, ne fa scorgerecerte apparenze ingannevoli che hanno sembianza di vero, e sìlo somigliano: e sono queste que’lineamenti indistinti che traspaionfuori da quegli ultimi veli che la bella effigie della verità ricopronopiù da presso ; per la finezza de’ quali apparisce talora lucidata sìal vivo, eh’ altri direbbe : eli’ è del tutto scoperta. Quivi adunquefa di mestieri l’intendersi da maestro delle maniere del vero e delfalso, e usare dell’ ultima perspicacia del proprio giudizio, perdiscerner bene s’eli’ è o non è ; il che per poter far meglio, nonv’ è dubbio eh’ e’ bisognerebbe aver veduto alcuna volta la veritàsvelata ; ed è questo un vantaggio che hanno solamente coloro chedegli studj della geometria hanno preso qualche sapore. Non è pertanto meno giovevole del tentar nuove esperienze, il ricercare trale già fatte se alcuna se ne ritrovi che abbia in qualunque modocontraffatta la purissima faccia della verità. Perlochè è stata miradella nostra Accademia, oltre a quello che è sovvenuto a noi, disperimentare anche di quelle cose, per giovevole curiosità o perriscontro, che sono state fatte o scritte da altri ; pur troppo veg-gendosi, che sotto questo nome d’esperienza piglian piede es’accreditano sovente gli errori. E ciò fu appunto quello che mosseda prima la mente perspicacissima e infaticabile del SerenissimoPrincipe LEOPOLDO DI TOSCANA ; il quale per riposo degli assiduimaneggi e delle sollecite cure che gli arreca il grado di sua altacondizione, prende a stancar l’intelletto su per l’erto camminodelle più nobili cognizioni. Essendo stato pertanto assai facile alsublime intendimento dell’A. S. di comprendere, come il creditode’grandi Autori nuoce il più delle volte agl’ingegni i quali, oper soverchia fidanza o per reverenza a quel nome, non ardisconorevocare in dubbio ciò che da quelli autorevolmente si presuppone,giudicò dover esser opera del suo grand’ animo il riscontrare conpiù esatte e più sensate esperienze il valore delle loro asserzioni,e conseguitane la riprova o ’1 disinganno, farne un sì desiderabilee sì prezioso dono a chiunque è più ansioso degli scoprimenti delvero. Questi prudenti dettami del Serenissimo nostro Protettore,